Già 24 giornalisti e operatori dell'informazione uccisi dall'inizio del 2002
COLOMBIA
13 luglio - Mario Prada Diaz, giornalista e proprietario del quotidiano 'Oriente Magdalena', è stato assassinato da ignoti a Sabana de Torres (dipartimento di Santander). Il cadavere di Prada, 44 anni, è stato rinvenuto da alcuni contadini.
PALESTINA
13 luglio - A Jenin, nel nord della Cisgiordania, Imad Abu Zahra, 35 anni, giornalista e fotografo freelance è stato ucciso da soldati di Tel Aviv. Le truppe sarebbero entrate in città durante le revoca parziale del coprifuoco nei più importanti centri urbani dei Territori Autonomi. Stando a fonti giornalistiche locali, da una colonna di carri armati israeliani e una decina di jeep, è partita una raffica che ha colpito Imad Abu Zahra, morto il giorno dopo il ricovero nell’ospedale di Nablus.
NEPAL
29 giugno - Krishna Sen, già direttore del periodico nepalese Janadesh (il Mandato popolare), è morto per le atroci torture subite dopo essere stato arrestato il 20 maggio scorso per aver pubblicato un'intervista al leader maoista Baburam Bhattarai. A darne notizia è stato il settimanale Nepali Jana Astha, che ha sfidato la censura governativa fornendo un dettagliato resoconto di quanto avvenuto. Da quando vige lo stato di emergenza per contrastare la rivolta dei «terroristi» maoisti, la polizia ha arrestato oltre cento giornalisti. Trenta sono ancora in prigione, in attesa di improbabili processi. Secondo la Federation of Nepalese Journalists (Fnj), però, « Krishna Sen non era in custodia giudiziaria, ma era prigioniero dei militari» e «al momento dell'arresto era in ottimo stato di salute». Il suo corpo è stato consegnato alla famiglia per procedere alla cremazione, ma le autorità non hanno fornito particolari sulle ragioni del suo decesso. Non era la prima volta che Sen era stato preso «in custodia» dalle forze dell'ordine.
COLOMBIA
28 giugno - Il proprietario di un’emittente radiofonica che aveva segnalato combattimenti nella regione, è stato ucciso a colpi di arma da fuoco nel nord est del paese. Efraìn Varela Noriega, proprietario di “Meridiano 70”, stava rientrando a casa dall’università del Dipartimento di Aruca quando è stato colpito in faccia e al petto. Varela teneva due programmi d’informazione e opinione per l’emittente nella cittadina di Aruca, e manteneva una posizione di forte critica nei confronti di ambo le parti. “Noriega criticava sia gli uni che gli altri e non risparmiava nessuno, mai”, ha testimoniato Guiterrez che presentava con lui il programma pomeridiano ”Parliamo di politica”. Guiterrez ha anche dichiarato che il suo collega, durante il suo notiziario della mattina, aveva detto che i paramilitari erano arrivati fino ad Arauca, e che il mattino precedente avevano pattugliato le strade della cittadina che si trova nel nord est, al confine con il Venezuela. Le tensioni nella zona, ricca di petrolio, erano cominciate all’inizio di giugno con l’arrivo degli uomini delle FARC, che uccidevano senza complimenti i civili non disposti ad andarsene. Gli uomini delle FARC stanno combattendo contro i paramilitari per il controllo dei territori che custodiscono ricchezze, non solo qui ad Arauca ma in tutto il paese.Tre anni fa, dichiara l’attuale capo di polizia che dirige le indagini sulle voci che darebbero i paramilitari come responsabili dell’omicidio, Noriega era nella lista calda dei possibili bersagli dei paramilitari. Secondo i più fedeli ascoltatori di Noriega, il giornalismo conservava le critiche più forti per l’AUC, che è la forza paramilitare. Varela, appena cinquantenne, era anche il segretario di una Commissione provinciale per la pace, e ne è stato il presidente. Negli ultimi tempi, il giornalista aveva cominciato ad avvisare i suoi familiari, che si sentiva in pericolo di vita e che avrebbero dovuto prepararsi al peggio.
COLOMBIA
9 giugno - Un giornalista è stato ucciso da alcuni uomini armati davanti all’ingresso dell’emittente radiofonica presso la quale lavorava a Sotará, nel sudest della Colombia, circa 500 chilometri dalla capitale Bogotá. Secondo quanto riferito da fonti della polizia di Popayán, capoluogo del distretto di Cuaca, Oscar Hoyos, 28 anni, è stato colpito l’altra notte con alcuni colpi di pistola da due sicari che viaggiavano a bordo di una moto. Il giovane aveva appena terminato il proprio lavoro e stava per salire a bordo di un autobus, quando gli assassini hanno aperto il fuoco contro di lui. Gli investigatori, per il momento, non sono ancora riusciti a identificare né gli autori dell’omicidio né il movente. La vittima lavorava per la radio locale “Sotará stereo” ed era anche corrispondente per il network nazionale “Super”. Secondo i dati forniti dall’associazione della stampa colombiana, nel 2001 sono stati uccisi 11 giornalisti e 6 dall’inizio di quest’anno, mentre più di una decina ha abbandonato il Paese in seguito a minacce di morte.
COLOMBIA
14 maggio - Il giornalista Víctor Omar Acosta, 45 anni, viene assassinato da tre sicari. L’attentato avviene nella città di Yumbo, nel dipartimento della Valle del Cauca. I familiari di Acosta sostengono che i motivi dell’attentato vanno ricercati nelle numerose inchieste a cui il giornalista aveva lavorato nel recente passato; inchieste che riguardavano la dilagante corruzione locale.
FILIPPINE
14 maggio - Il 33enne Edgar Damalerio - che lavorava per l’emittente radiofonica statale Radio Philippines Network (Dxkp) a Pagadian (isola di Mindanao, Filippine meridionali) – viene ucciso da due uomini in motocicletta. Gli armati si sono accostati alla sua automobile, mentre stava rientrando a casa, e gli hanno sparato al petto, uccidendolo sul colpo. Fonti di stampa sottolineano come Damalerio - che era anche uno dei responsabili del Zamboanga Scribe, settimanale di Pagadian – avesse più volte denunciato episodi di corruzione di cui erano protagonisti politici e poliziotti. Al momento, tuttavia, restano ignote le cause dell’omicidio. Si calcola che dal 1986, anno in cui il dittatore Ferdinand Marcos fu destituito in conseguenza di una pacifica rivoluzione popolare, oltre 50 giornalisti sono stati assassinati nelle Filippine. In particolare nel sud del Paese, negli ultimi tre anni, almeno cinque operatori dell’informazione sono stati ammazzati, ma i casi rimangono tuttora irrisolti.
RUssia
7 maggio - Valery Ivanov, caporedattore del settimanale Toliaitinskoie Obosrenie e direttore della televisione Lada-TV, viene trovato crivellato di proiettili nella sua vettura parcheggiata davanti al suo domicilio nella città di Togliattigrad (Urali). I suoi colleghi sono certi che l’omicidio è legato ad una serie di articoli sulla corruzione di funzionari locali, fra cui il sindaco, Serguei Jilkine, e a delle inchieste circa le attività di gruppi criminali legati alla fabbrica automobilistica Avtovaz, che produce veicoli di marca Lada. Il giornale aveva partecipato inoltre attivamente alla campagna elettorale per l’elezione della Duma municipale. Nel 2001 e nel 2001, due altri responsabili di Lada-TV, Serguei Ivanov, direttore generale, e Serguei Loguinov, caporedattore della TV, erano anch’essi stati uccisi. Oggi la Russia è diventata il paese europeo più pericoloso per i giornalisti. Condurre inchieste in Russia sulla corruzione dilagante vuole dire rischiare quotidianamente la vita.
INDIA
14 aprile: Paritosh Pandey, cronista 32enne del quotidiano in lingua hindù Jansatta Express, viene ucciso da sconosciuti mentre guardava la televisione in casa propria a Lucnow, nella regione di Uttar Pradesh. Pandey viene colpito da cinque proiettili e muore all’istante. Secondo alcune fonti mandante dell'omicidio è il racket locale.
COLOMBIA
11 aprile: Hector Sandoval, cameraman di TV RCN, e l’autista della redazione vengono uccisi mentre riprendevano un combattimento fra l’esercito e i guerriglieri delle FARC nei dintorni di Cali. Un elicottero ha aperto il fuoco contro la loro auto nonostante il chiaro contrassegno RCN TV sul tetto e le portiere dell’auto, come hanno confermato alcuni testimoni. Lopez è morto all’istante mentre Sandoval è deceduto il giorno seguente.
VENEZUELA
11 aprile: Jorge Tortosa, reporter del quotidiano “2001”, viene ucciso mentre seguiva le manifestazioni a sostegno di Chavez nella capitale Caracas. Secondo alcuni testimoni il giornalista sarebbe stato colpito da un militare che sparava dal tetto del palazzo municipale.
BOLIVIA
10 aprile: Maria Terza Guzman De Carrasco, responsabile esecutivo del quotidiano El Diario e moglie del direttore del quotidiano, Jorge Carrasco Jahnsen, è uccisa da una bomba esplosa sulla sua auto mentre tornava a casa dal lavoro.Anche l’autista di famiglia è rimasto ferito. Si sospetta che l’attentato sia stato diretto al marito che invece era rimasto in ufficio a rivedere la copia in stampa. Il quotidiano El Diario è stato più volte preso di mira a causa delle inchieste giornalistiche.
FILIPPINE
5 aprile: Benjamine Hernandez, giornalista e attivista dei diritti umani, sembra esser stato ucciso dai militari mentre seguiva il processo di pace in corso ad Arakan, nella provincia di Cotabato. Secondo alcune testimonianze, Hernandez, che lavorava per alcune università e faceva ricerche per un organizzazione umanitaria a Davao, nell’isola di Mindanao, è stato colpito alla testa, petto, collo e alla mano. L’esercito ha detto che il giornalista si è ritrovato sulla linea di fuoco fra l’esercito ed i ribelli, testimonianza che i suoi amici hanno controbattuto dicendo che la giornalista sarebbe stata prima ferita e poi uccisa dall’esercito.
COLOMBIA
3 aprile: Juan Carlos Gomez Diaz, radiocronista 23ene impiegato nella radio La voz de Aguachica, nel dipartimento di Cezar, viene ritrovato morto nel fiume Magdalena nel nord del paese; era stato spogliato e malmenato. L’omicidio è stato attribuito ai gruppi di estrema destra.
RUSSIA
2 aprile: Sergei Kalinovsky, 26enne editore capo del quotidiano Moskovsky Kosmolomets, viene ritrovato morto sulle rive di un lago nei dintorni di Smolensk. Kalinovsky, che seguiva la cronaca politica per il suo giornale e per la TV SCS, era sparito il 14 dicembre 2001. Secondo i colleghi sarebbe stato ucciso a causa del suo lavoro.
PALESTINA
13 marzo: Raffaele Ciriello, fotografo free lance del Corriere della Sera, viene ucciso a Ramallah, nelle West Bank da una raffica di mitra sparata da un carro armato israeliano. Ciriello è stato il primo giornalista straniero a rimanere ucciso mentre seguiva l’intifada cominciata nel nettembre 2000.
RUSSIA
8 marzo: Natalya Skryl, reporter di Nashe Vremia, viene uccisa vicino alla sua casa a Rostov nel sud ovest della Russia. Skryl è morta dopo esser stata trasportata in ospedale. Secondo l’editore del giornale la giornalista è stata uccisa per l’inchiesta effettuata su alcune società per azioni della regione.
BANGLADESH
2 marzo: Haroonur Rashid, giornalista quarantacinquenne del quotidiano Purbanchal, è stato colpito a morte da un proiettile mentre si recava a lavoro con la moto nella redazione di Khulna, a 340 km da Dhaka. La polizia ha dichiarato di aver arrestato tre sospetti per quest’omicidio. Rashid si occupava spesso di gruppi estremisti nelle regioni meridionali di Khulna e Jessore. Tutti i lavoratori di Khulna, compreso i commercianti, hanno indetto mezza giornata di sciopero per l’uccisione del giornalista.
PAKISTAN
21 febbraio: Daniel Pearl, responsabile dell’ufficio del Wall Street Journal nell’Asia meridionale, viene sequestrato il 23 gennaio a Karachi dove si era recato per intervistare i leader dei gruppi islamici più radicali. Un video che riprendeva la sua esecuzione è stato ricevuto dalle autorità pakistane e statunitensi. Il corpo non è stato ritrovato e non è dato sapere quando esattamente è stato assassinato. Il Movimento nazionale per la restaurazione della sovranità pakistana, che ha rivendicato l’omicidio, lo accusava di lavorare per la C.I.A. e per i servizi segreti israeliani. Il movimento ho dichiarato che sarebbe stata una protesta contro il trattamento riservato ai prigionieri della base militare di Guantanamano. Le autorità competenti, sia pakistane che americane ritengono di aver ormai quasi identificato gli assassini.
MAROCCO
12 febbraio: Josè Luis Percebal, reporter spagnolo, viene trovato morto nella sua abitazione a Rabat, nella capitale. Percebal, per lungo tempo inviato in Marocco per la Radio libera spagnola Cadena Cope, viene accoltellato alla schiena. Non c’erano segni di forzatura sulla porta e mancava il cellulare del giornalista. Il motivo dell’omicidio è ancora sconosciuto.
COLOMBIA
1 febbraio: Orlando Sierra Hernandez, redattore del quotidiano La Patria della cittadina di Manizales, muore in seguito alle ferite da arma da fuoco procuratogli il 30 gennaio da due sicari. Sierra è colpito alla testa e all’addome appena entrato nel palazzo che ospita la redazione del giornale. Il giornalista era noto per gli ironici editoriali sulla corruzione dei politici locali, ed aveva ricevuto più volte minacce anonime di morte.
MESSICO
1 febbraio: Julio Samuel Morales Ferron, 79enne editorialista del quotidiano El sol de medio dia, viene ucciso a Città del Messico da uno sconosciuto che lo ha aggredito e gli ha tagliato la gola. Morales, i cui articoli uscivano con la firma “Severo Mìron” era presidente dell’Associazione delle Radio e Televisioni Messicane. Il movente dell’omicidio è tuttora sconosciuto.
COLOMBIA
23 gennaio: Marco Antonio Ayala Cardenas, fotoreporter del quotidiano El Caleno, è colpito a morte all’uscita del suo ufficio a Cali da due individui a bordo di una motocicletta. Il movente dell’omicidio è rimasto sconosciuto.
MESSICO
18 gennaio: Felix Alonso Fernandez Garcìa, editore del settimanale Nueva Opcio”, viene trovato morto nella cittadina di frontiera di Miguel Aleman, nello stato di Tamaulipas. Due sconosciuti gli sparano addosso con un AK-47 mentre usciva da un ristorante in compagnia di due amici. Poco prima del suo omicidio Garcìa aveva scritto un pezzo su presunti collegamenti mafiosi fra l’ex sindaco ed alcuni cartelli mafiosi, e recentemente aveva ricevuto minacce anonime di morte.