31.8.05

TUTTI I MODI DI FARE CENTRO
Filippo Ceccarelli su Repubblica

«CENTRO di questi giorni»: è la minaccia che grava sugli ospiti delle terme mastelliane di Telese. «Io c?entro» era il claim dell?Udc alle ultime elezioni, rovesciato in «io c?esco» non appena Marco Follini riuscì a evadere dalla prigione dorata di Palazzo Chigi. Il centro, sostiene romantico Rutelli, «è il cuore della battaglia». Mentre De Mita scandisce, generico e pedagogico: «Il centro ? pausa, suspense, attimo metafisico ? è un modo di governare».
Che vano tesoro di immagini, che dispendio d?energie creative, che caotico affastellarsi di richiami culturali e perfino spettrali. Il centro, rivendica l?Udeur, è la continuazione della linea di Moro. Nel centro, caldeggia a sorpresa Sgarbi, rivive De Gasperi contro i suoi usurpatori. È tempo, esorta Publio Fiori, di ricomporre il centro attorno ai «valori»; così come chi, nel centrosinistra, invoca simmetricamente di ricostituirlo attorno al «riformismo», che è un?altra bella parola ormai vuota, logora e malamente invecchiata. Ma è inutile star lì a sottilizzare.
Utile sembra invece, nella presente temperie - minaccia terroristica, crisi economica, pandemia culturale - dedicarsi a che cosa? Al centro. Al gioco del centro. Inteso, questo centro, o «grande centro», come astrazione geometrica, spazio vacuo e fluttuante, meta-razionale, iniziatico, esteso, sincretico e polivalente. Il centro degli affari e dei poteri forti denunciato dalla Padania dopo l?uscita di Mario Monti; il centro estetico dei piacioni brizzolati Casini & Rutelli come li vede, ahilei, Rosi Bindi; il centro trattino sinistra, ma pure il centro trattino destra dei moderati del partito unico o unitario che dir non si voglia; il centro, addirittura, «snobbistico», come lo definisce l?onorevole Francesco Giro, cui una crudele nota d?agenzia affibbia la qualifica di «consigliere politico di Sandro Bondi»; il centro «tormentone dell?estate» secondo Prodi; e il centro «cavallo di Troia» secondo Calderoli.
S?ingolosisce, intanto, la classe politica dinanzi a tanta multiforme irrilevanza. Piepoli valuta al 37 per cento il grado di appetibilità centristoide; tempo fa Porta a porta alzava la soglia al 50; Rotondi, rianimatore di una miniatura post-democristiana, al 65. Emilio Fede ha addirittura organizzato un macchinoso tele-trastullo, «Il Sudoku del Centro»: posto di fronte a una lavagnetta magnetica e delimitata ai suoi due estremi da capitelli su cui riposano le teste di Berlusconi e di Prodi, il gentile ospite (Feltri, ad esempio) deve spostare pedine che rispondono ai movimenti degli eventuali e sospetti alfieri del presunto centro, cioè Mastella, Follini, Formigoni, Rutelli, Tabacci, Buttiglione.
E con il Sudoku di Fede si mette punto e a capo. Perché come tutte le cose che sono fatte della materia di cui vivono i sogni, il centro nella realtà non esiste. Ma oggi è come se esistesse due volte perché da una decina d?anni si configura come un luogo dell?immaginario del ceto politico (e mediatico) italiano. E da lì nessuno lo schioda: un po? fantasma nostalgico della Dc e un altro po? stizzita reazione al fallimento del maggioritario. Ma anche utopia, panacea, simulacro, desiderio, pretesto, chimera, spauracchio, mito e karaoke della Seconda Repubblica. Nulla insomma di cui ci si possa veramente fidare.
E difatti il «grande centro» nasce piccolo e cattivo, all?interno della Dc, per far fuori De Mita. La prima formulazione certificata sulle benemerite banche dati è ad opera dei dorotei (gruppo dell?onorevole Piccoli) e risale al gennaio 1988. Solo una scrupolosa e sconsolata ricerca disvela in effetti la più vivida inconsistenza e la più sorvegliata ambiguità del concetto. I fans e i nemici del centro, d?altra parte, mutano di continuo; e pochissimi sono quelli che nel corso del tempo non si siano segnalati per aver ora proposto ora paventato la nascita di un grande centro, e spesso per aver esternato entrambi gli atteggiamenti, in genere con la stessa determinazione.
È un campionario a suo modo sconcertante. Già nel 1994 Buttiglione e Segni propongono un centro «liberaldemocratico», poi massacrato alle elezioni. Ciò nonostante, D?Antoni persevera per un decennio, annunciando in pratica la nascita di «Democrazia europea», di lì a poco pure destinata al fallimento elettorale, in una memorabile puntata di Porta a porta sotto lo sguardo benevolo di Anna Kanakis, Ciriaco De Mita, Antonella Clerici e del cestista Dino Meneghin.
Per sua natura e vocazione, il grande centro è una creatura promiscua, non va troppo per il sottile, si lascia prendere da chiunque e per qualsiasi intento. Così, nel 1995, Bossi lo invoca contro «il mostro a due teste» D?Alema-Fini; poi è la volta di "Lambertow" Dini che lo delinea, pare di ricordare, come «terza gamba dell?Ulivo»; quindi si fa vivo dall?altro schieramento Berlusconi: «Noi - dice - non puntiamo al grande centro, noi siamo il grande centro, anzi il Super Centro».
Da allora ognuno se lo tira dalla sua. Nel 1997 Paolo Cirino Pomicino, ricoverato in fin di vita al Policlinico, fa accorrere Di Pietro, si toglie la maschera d?ossigeno e con un fil di voce lo implora: «Ci aiuti a rifare il grande centro». Passano un paio di mesi e Tonino si offre come «garzone di un nuovo grande centro». Passano un paio d?anni e tocca alla Pivetti, candidata prima dell?orsetto e poi dell?Udeur. Cossiga, com?è ovvio, s?è già mobilitato: reduce dalla delusione di Mastella, «ala concretista dell?Udr», in nome del grande centro convoca all?hotel Bologna un coordinamento di circoli con Sanza, Rebuffa e Meluzzi, quest?ultimo però già in fase avanzata di conversione ambientalista. Un giorno spunta Giuliano Amato. Gli chiedono: anche di lei si parla come possibile punto di riferimento del grande centro... «L?ho letto - è la replica - s?imparano tante cose sui giornali».
Vero. S?impara ad esempio che quando la vita pubblica perde il suo senso, tutto finisce per ripetersi alla noia. S?impara il dubbio e lo scetticismo rispetto alle astrattezze, alle fissazioni, alle formulette. S?impara a diffidare di un potere che forse non si riconosce più nella laboriosa conquista di spazi geometrici, ma vive ormai di lampi fugaci, interconnessi e allegramente ingannevoli.

27.8.05

RUTELLI NON RISPONDE ALLE DOMANDE DELL'UNITA'
MA L'UNITA' LE DOMANDE GLIELE FA LO STESSO


Domande a Rutelli
di Antonio Padellaro
(da l'Unità - 27 agosto 2005)

Caro Francesco,
qualche giorno fa, alla richiesta di un’intervista a l’Unità, che dopo quelle con Fassino e Prodi avrebbe dovuto completare una sorta di trittico con i leader dell’Unione, hai gentilmente risposto che non era il momento adatto. Purtuttavia, se non avremo le risposte, le domande che volevamo farti conservano un loro valore, soprattutto per i nostri lettori spesso disorientati da un dibattito nel centrosinistra non sempre limpido (e forse reso tale anche dalla nostra incapacità di spiegarne, qualche volta, i reali significati). Ecco perché torniamo alla carica limitandoci alle questioni fondamentali che tu vai ponendo in varie sedi (l’ultima, il meeting di CL) e che non sempre ci hanno convinto. Il primo argomento riguarda la conquista del voto moderato in fuga da Berlusconi e dalla destra e che tu ritieni possa, e vada, intercettato dall’Unione. Nella lettera a Repubblica del 23 agosto così scrivi a proposito delle idee sul centro espresse dal professor Mario Monti: «Il centrosinistra intende schierarsi sulla linea di chi intende ricacciare nelle braccia della destra chi la pensa come Monti, oppure intende conquistare anche la fiducia e il consenso di quella parte dell’elettorato?». Quello che poni è solo apparentemente un interrogativo retorico. Il problema, infatti, non è quello di scoraggiare consensi moderati che possono essere fondamentali per la vittoria del centrosinistra (vista soprattutto, avvertono i sondaggisti, la grande quantità di collegi in bilico tra centrodestra e centrosinistra). Il problema è quale prezzo politico occorre pagare per convincere questi «milioni» di elettori, ormai stufi delle false promesse del cavaliere. Prendiamo, come unico esempio, la riduzione della spesa pubblica che il professor Monti considera irrinunciabile (insieme ad altre misure strutturali a favore della competitività delle imprese e degli interessi dei consumatori e dei risparmiatori) nel quadro del profondo cambiamento necessario per ridare slancio alla nostra declinante economia. Ma cosa tagliare che non sia stato già tagliato dalla premiata ditta Tremonti? Sanità? Scuola? Trasferimenti alle Regioni? E se anche queste «indicazioni molto precise» convincessero milioni di elettori moderati a saltare il fosso, siamo sicuri che altri milioni di elettori, senza etichetta, che già stanno da questa parte (e che magari sperano nel rafforzamento e non nell’indebolimento dello Stato sociale) ne sarebbero contenti? Insomma, se la coperta delle risorse è quella che è, dove vedi un punto di compromesso possibile tra elettorati con redditi (e quindi problemi economici) assai diversi tra loro? Il secondo argomento riguarda gli scenari che potrebbero aprirsi dopo (speriamo) la vittoria elettorale dell’Unione e che Giuliano Amato nell’intervista al Corriere della sera del 24 agosto ha ben raffigurato con l’immagine delle due mezze mele. Può darsi, ha spiegato l’ex premier, che, a «prescindere dalle opinioni di Monti, si determini una situazione che faccia sì che, volenti o nolenti, parte dei moderati del centrodestra e del centrosinistra appaiano come due mezze mele in attesa di congiungersi». Amato ipotizza una sconfitta del berlusconismo così grave da dividere il Polo in due tronconi: da una parte Forza Italia e Lega; dall’altra Udc e Gianfranco Fini, se riuscirà a liberarsi della destra più radicale di An. E dunque, «se il centrosinistra trovasse qualche difficoltà nel fare le riforme», o nell’affrontare la grave eredità economica lasciata dalla destra, «scatterebbe la molla per mettere insieme le due mezze mele». È pensabile un simile allargamento della nuova (si spera) maggioranza a forze che dell’Unione non solo non fanno parte ma che l’Unione strenuamente combattono e strenuamente si preparano a combattere nelle politiche del 2006? E ammesso che questa possibilità esista, un premier di nome Prodi eletto con altra coalizione e altro programma potrebbe mai prenderla in considerazione? E non potrebbe essere, invece, questa delle due mezze mele una strategia per mandare a casa Prodi, mettiamo dopo un anno di governo, per sostituirlo, mettiamo, con un governo Monti? Stiamo, ci rendiamo conto, affastellando una serie di ipotesi cervellotiche. Ma proprio per questo ci piacerebbe sentirci dire da te che questa delle due mezze mele è una storia che proprio non esiste.
Tanto più ne saremmo tutti rassicurati, visti i fraintendimenti che ha suscitato la proposta, chiamiamola così, di grandi intese da te avanzata al meeting di Rimini su questioni importanti «come gli incentivi per le famiglie, gli investimenti per la ricerca, il contrasto delle rendite speculative». Un disegno generoso ma utopistico, come lo ha definito Luciano Violante, quello di un accordo tra i poli a pochi mesi dalle elezioni su alcune riforme da approvare nella prossima legislatura chiunque vinca nel 2006. Un disegno che, tuttavia, ci sarebbe piaciuto approfondire con quell’intervista a Francesco Rutelli per la quale, ci auguriamo e si augurano i nostri lettori, il momento adatto arrivi quanto prima.

23.8.05

Scorie e sommergibili: il pasticcio italo-russo
Per un accordo (improbabile) sul nucleare un gran galà e 360 milioni di finanziamenti
di Sergio Rizzo, Gian Antonio Stella (Corsera, 22 agosto 2005)

Putin sarà pure amico di Berlusconi ma anche un vecchio navigatore internazionale come Giulio Andreotti, che certo non è un oppositore trinariciuto, non capisce: «Perché lo smantellamento dei sottomarini nucleari russi dovremmo pagarlo noi e non i miliardari moscoviti che si comprano le squadre di calcio?». Totale della somma da scucire: 360 milioni di euro. Cinque volte i soldi dati ai Paesi colpiti dallo tsunami che fece 288 mila morti. Dettaglio curioso: il governo fa bella figura con Mosca tirando fuori 8 milioni di euro, parte dei quali già usati per un party astronomico, gli altri 352 sono sul gobbo dei governi futuri. Li trovino loro, i denari. Sia chiaro: la rimozione delle armi di distruzione di massa degli anni della guerra fredda va fatta nell’interesse di tutti. Ed è giusto che tutti se ne facciano carico. Italia compresa, nonostante siano anni di vacche così magre che Palazzo Chigi ha deciso tagli traumatici perfino alla cooperazione o alle organizzazioni no-profit contro la fame o le malattie nei Paesi più poveri. Ma proprio per questo ogni euro deve essere speso nella massima trasparenza. Cosa che in questa faccenda non accade affatto. Per capirci qualcosa, bisogna tornare indietro di un paio di anni. Siamo ai primi di novembre 2003.
A Roma è in corso il vertice Ue-Russia. Quello in cui il Cavaliere, interrompendo Putin nella conferenza stampa («Scusa Vladimir, adesso parlo io») prende le difese della repressione russa in Cecenia, sotto accusa in Europa, parlando di «leggende ». Una sortita che gli procurerà la prima censura votata dal Parlamento europeo a un presidente di turno: «Si deplorano le dichiarazioni...». In questo contesto, il premier firma un accordo che perfeziona un impegno preso nel G8, in base al quale l’Italia smantellerà, appunto, un certo numero di sommergibili nucleari russi. Chi se ne occuperà? La Sogin (Società Gestione Impianti Nucleari), un’azienda che, nata da una costola dell’Enel, incorpora dal ’99 le competenze sulle centrali nucleari italiane. Un gesto di generosità utile nei rapporti internazionali e pure conveniente. Lo sterminato territorio russo, ha infatti spiegato mesi prima il generale Carlo Jean (l’ex consigliere militare di Cossiga messo alla presidenza della Sogin con la benedizione di Antonio Martino, suo collega alla Luiss) potrebbe raccogliere «in cambio» le scorie nucleari italiane che non sappiamo dove mettere. Macché: manco il tempo di firmare e la contropartita cade: «La possibilità di esportare i materiali radioattivi in Russia non è più praticabile», spiega il generale, perché Mosca «si è allineata alla normativa internazionale e rifiuta qualunque ipotesi di stoccaggio permanente». Non bastasse, il progetto, che ha bisogno del via libera parlamentare, va a sbattere in una serie di difficoltà.
Anche dentro la destra, dove ad esempio Bruno Tabacci (Udc) o Stefano Saglia e Tommaso Foti (An) scalciano perché l’accordo va solo a beneficio dei russi. Per non dire della sinistra che, sia pure con qualche ambiguità lobbistica, è contraria. Coi verdi, contrarissimi, in prima fila. Non bastasse ancora, emergono difficoltà pratiche: non ci sono i soldi. E tutti i tentativi di rastrellarli (compreso quello del ministro Antonio Marzano di infilare nel 2004 nel decreto sulla competitività, alla chetichella, un comma per istituire un commissario ad acta) vanno a vuoto. Colpa del nuovo ministro Siniscalco, che avendo la competenza in materia visto che la Sogin appartiene al 100% al Tesoro ed è finanziata con lo 0,7% delle bollette elettriche, avoca a sé la pratica: «Fatemi capire». Rimasto al palo, Jean non si perde d’animo. E dopo avere evidentemente avuto un via libera dall’alto, decide di giocare d’anticipo e, nonostante l’accordo non sia stato ancora ratificato, apre un ufficio a Mosca. E qui cominciano i guai. Sede di alto rango. Affitto da capogiro.
Dipendenti in quantità (una ventina, pare, tra i quali la sorella del direttore del personale Maurilio Fraboni) non solo lautamente pagati ma lautamente premiati da una ulteriore diaria di 300 euro al giorno, voce che da sola genera un costo di oltre 2 milioni l’anno. Insomma: un debutto alla grande. Come alla grande, stando alle contestazioni fatte in consiglio di amministrazione da Carlo Togni, capo di gabinetto di Altero Matteoli e vice-presidente della Sogin, è la festa (alla quale lui non va, come il rappresentante del Tesoro Fernando Carpentieri) data per brindare al progetto alla presenza di un sacco di gente come il sottosegretario azzurro Giovanni Dell’Elce e il responsabile dell’energia leghista Massimo Polledri. Uno strabiliante galà che, rivaleggiando con quello voluto a suo tempo dallo Scià per i 2.500 anni dell’impero persiano con l’ingaggio di centinaia di camerieri del parigino Chez Maxim, del Palace di Saint Moritz e dell’Hotel de Paris di Montecarlo, sarebbe costato 400 mila euro. Fatto sta che a marzo di quest’anno l’Autorità per l’Energia e la Corte dei Conti iniziano a chiedere chiarimenti su come la Sogin spenda i soldi.Ametà aprile, l’Autority contesta con una delibera alla Sogin 4,8 milioni di euro di spese, pare tutte relative alla sede di Mosca, perché per coprirle sarebbero stati utilizzati i soldi delle bollette Enel.
La società fa ricorso al Tar contestando all’Autorità il potere di censura mentre Jean sostiene che le attività di Mosca sarebbero state finanziate col fondo di 400 milioni di euro che la Sogin aveva in cassa già nel 1999, avendo ceduto i propri impianti all’Enel. Ma il Tesoro blocca il bilancio. E nel Cda Togni e Carpentieri piantano una grana tale che l’assemblea viene rimandata all’inizio di settembre. Anche perché il Cda è in scadenza: chi gestirà i soldi in arrivo? Perché, stavolta, i soldi arrivano davvero. E non solo per il caviale. Con una improvvisa accelerazione, infatti, la Camera ratifica l’accordo e lo passa al Senato dove, il 28 luglio, ha addirittura la precedenza (nonostante la battaglia frontale del verde Stefano Boco, i dubbi della Margherita e le perplessità dell’Udc che si astiene) sul decreto anti-terrorismo dopo le bombe di Londra. Altri sei giorni (sei!) e il ministro Claudio Scajola firma la convenzione che affida alla stessa Sogin, senza gara, la gestione di tutta l’operazione. Ma non è tutto. L’accordo, oltre a stabilire che 8 milioni saranno tirati fuori adesso e 352 negli anni successivi, «riconosce alla Sogin annualmente un importo aggiuntivo pari al 25% del totale dei costi. Tale importo comprende un’aliquota del 20% destinata alla copertura dei costi per le attività di promozione, di controllo e ispezione svolte dallo stesso ministero». Cosa vuol dire? Boh... Perché il Tesoro deve pagare quella quota in più a una società che è sua? Boh... E il restante 5%? Boh...
PRIMA PAGINA: AFFINITA'
da Gennaro Aprea, Rodano (MI)


Egregio Dottor Sabelli, sono un affezionato ascoltatore di "Prima Pagina" ormai da più di vent'anni; qualche volta ho anche partecipato telefonando od inviando e-mail. Oggi è finita la sua settimana e me ne dispiace veramente perché, nonostante non sia la prima volta che lei conduce questa ottima trasmissione (ho tutte le radio in camera da letto, bagno cucina e soggiorno sintonizzate su Radio3), ho scoperto di avere moltissime affinità con lei. Per esempio sono laico ed ateo da molti anni (quindi non vedo perché vi debbano essere i crocifissi negli edifici pubblici) il mio 8x1000 va alla chiesa valdese, pretendo di essere una persona che rispetta le leggi (forse perché ho ricevuto un'ottima educazione dai miei genitori), e che molte di esse dovrebbero essere modificate su base logica, e molte altre similitudini che non sto più ad elencare. Ma nel complesso voglio anche dirle che lei è una persona molto simpatica e direi affascinante per ciò che traspare dal suo comportamento. Mia moglie condivide il mio punto di vista. Tutto ciò forse dipende da un fatto generazionale? Mia moglie dice che lei è una persona di una certa età (come me: io ho 74 anni) io invece ho l'impressione che sia molto più giovane quindi, se è così, apprezzo ancora di più la sua persona e la sua personalità. Mi auguro egoisticamente che lei possa tornare a condurre Prima Pagina prima della prossima estate. Non so dove risiede, ma mi piacerebbe anche conoscerla. Per sapere qualcosa di più su di me, se vuole, può dare un'occhiata al sito della mia società: www.gaa-consultnet.com. Alla pagina "i nostri consulenti" sono il primo della lista per ragioni di ordine alfabetico.
PRIMA PAGINA: IL PAPA E' TROPPO "TIEPIDO"
da Luisella Grandori, Modena

Ciò che le volevo dirle e chiederle è questo:
Non crede che questo Papa (raduno giovanile a parte o compreso) stia dicendo parole troppo tiepide, troppo caute per un cristiano, di fronte a tutto ciò che sta accadendo nel mondo?
Bene che getti acqua sul fuoco pericoloso della guerra di religioni che sta prendendo piede anche in aree cattoliche (vedi CL che si è innamorata della Fallaci ... che dire?), bene che dica parole contro il terrorismo islamico (visto che l'islamismo e anche tanto di più e diverso) ma mi pare che sia troppo poco, che sia parziale e di basso profilo. Penso che come autorità spirituale, il Papa dovrebbe avere una visione più ampia e più profonda di ciò che sta avvelenando la convivenza umana. Non è certo solo il terrorismo isalmico. Basterebbe uno per tutti l'esempio delle atrocità perpetrate in Cile (non ancora risolte), del misfatto dell'11 settembre 1973, altro 11 settembre altrettanto grave di quello del 2001. Costui (il Papa), come tanti, ha la memoria e lo sguardo corti. E che dire della politica estera in generale degli Stati Uniti? Del cinismo feroce con cui vengono appoggiate dittature, scaravoltati governi nati da volontà popolare, derubati e saccheggiati delle loro risorse i paesi più poveri, ecc. E per quali obiettivi? Molto poco amorevoli mi pare ... cosa pensa un cristiano e tanto più un Papa di tutto questo? Non lo dice.
Non crede che per tutte le autorità religiose oggi sarebbe il momento (l'occasione, il dovere, il compito) di esprimersi tutte insieme denunciando con forza la crudeltà e il cinismo con cui si sta governando il mondo?
Mi sembra che stiano perdendo la loro grande occasione. Mi pare che sia il momento (per chi può ed ha il potere, l'autorevolezza e la visibilità per farlo) di condannare duramente e senza scuse ciò che sta accadendo e chi ne è responsabile (i terroristi islamici?).
Vorrei vedere finalmente qualcuno di qeusti capi religiosi che fa ciò che fece Gesù nel Tempio, che scaravoltasse con furia (mi sembra l'ora, mi sembra tardi!) tutti quei banchetti dei "mercanti" e gridasse forte a lor signori "Cosa avete fatto della casa del Padre" (per me il Padre è il mondo, la casa degli uomini, non sono religiosa in senso stretto, non riconosco un Dio con nome e cognome, mi pare riduttivo).
Tanto più profondo mi pare il pensiero e tanto più complessiva l'analisi di laici come Terzani, Erri De Luca o di persone di fede religiosa come Don Ciotti, Agnoletto, Alex Zanotelli ...
Per concludere mi pare che quest'uomo tanto attento a non pestare i calli ai potenti (il Papa) sia inadatto al ruolo che dovrebbe svolgere. Andrebbe invitato a rileggere il Vangelo, visto che questo è il suo riferimento ... mi sembra che dica cose molto chiare e diverse ..
Di ben altre parole (e fatti) avrebbero bisogno i giovani oggi.
Non crede anche lei?
PRIMA PAGINA: UN CESTINO DI "BRAVO"
da Anna Caredio

L'ho ascoltato volentieri tutta la settimana, Bravo! Dato che giustamente è contento di sentirselo dire, come ci ha confidato,gliene invio un cestino colmo con tanta sencerità.
PRIMA PAGINA: PARZIALITA' DI LOBBISTA
da Gianni Guasto

A Claudio Sabelli Fioretti la palma di conduttore più spiritoso, autoironico, equilibrato e piacevole tra quelli, pur notevoli, che animano "Prima Pagina". Poiché la settimana di Ferragosto non é tra quelle in cui l'ascolto della radio é più regolare, sarebbe bello averlo in un altro periodo dell'anno.
PRIMA PAGINA: COMPLIMENTI PER LA TRASMISSIONE
da Antonella Ricagno

Finalmente posso dire qualcosa di originale! Caro signor giornalista Dott. Ing. etc. Claudio Sabelli Fioretti Vien-dal-mare (non so perchè, ma i doppi cognomi mi ricordano la fantozziana Serbelloni Mazzanti vien dal mare), e lei non se avrà a male, anzi a mare, visto il suo notevole sense of humor. Ho apprezzato molto la sua conduzione di Prima Pagina: lei è simpatico, easy going, non formale, esprime il suo pensiero in modo diretto e spontaneo. Non per essere cattiva e volere a tutti i costi che si svegli sempre alle 4 del mattino, ma quando torna?
PRIMA PAGINA: GRAZIE
da Claudio Forti - Trento

Grazie per la sua settimana di conduzione di Prima Pagina e per la sua schiettezza e simpatia. Non sempre concordo con lei, ma l'ho scolltata con piacere, come ascolto da anni questa rubrica. Mi piace molto anche la rassegna stampa di Radio Maria. Anche quella sa essere spiritosa.
PRIMA PAGINA: SIMPATICAMENTE VORREI IMPALLINARTI
da Pier Luigi Baglioni

Ho ascoltato tutta la settimana la tua performanche a Rai3. Inoltre questa mattina ti ho pure gustato su RadioRadicale nel dibattico con Brea e Telese in riferimento ai loro libri.
Ti dico la verità, quando ascolto persone intelligenti, perspicaci, come te ma che fanno i pesci nel barile della politica mi viene lo stimolo a polemizzare. Cosa che non succede coi tromboni supponenti e saccenti nella loro ottusa faziosità (penso a Rizzo e Diliberto).
Perchè, vedi, si sente lontano un miglio che nella tua apparente obiettività non sei un libero pensatore ma marci su binari precisi del treno dell'Ulivo, Unione, o come cazzo si chiama quello schieramento che va da Prodi a Bertinotti passando per Di Pietro, Mastella e ora anche per Vittorio Sgarbi.
Nulla da dire, legittimo e democratico. Berlusconi ha fallito e quindi è naturale che ci riprovino gli sconfitti del 2001 facendo tesoro -si spera- dell'esperienza negatica precedente.
Quello che stride è presentare nefando lo schieramento avverso, giustificando ogni nefandezza del proprio (mai come adesso per la politica italiana vale l'adagio il più pulito ci ha la rogna).
Tre esempi a fior di pelle: RAI 3 assegnata alla sinistra è un canale colonizzato dalla stessa (prima pagina fa parlare un giornalista della della destra contro cinque della sinistra). Con codesto presupposto come fare scandalo della gestione degli altri canali? Si vuole il ritorno di Santoro biasimando Vespa dimenticando che il primo usava il capestro nell'ente pubblico contro gli avversari, mentre il secondo non va oltre il miele. Ci si straccia le vesti per la scalata di Ricucci senza battere ciglio per quella di Consorte, rimuovendo il fatto che l'uno è un finanziere privato che se non contravviene alle leggi può fare ciò che vuole del suo danaro; mentre l'altro è a capo di un ente con fini sociali precisi, le COOP, che difatti (pur essendo vere e proprie multinazionali) godono di titoli esentasse...
Insomma due pesi e due misure troppo smaccati per un giornalista che non dipenda da L'Unità.
Con questo abbi la mia simpatia poichè nella fauna dei culi di pietra allevati nel vecchio PCI sei uno tra i più degni.

21.8.05

PRIMA PAGINA: TRA UN ANNO ESATTO, LA SETTIMANA DI FERRAGOSTO?
da Adriano Caoduro

Egregio Signor Claudio, ciascun conduttore di "Prima pagina" ha i suoi lati buoni. Venerdì 20 agosto a "Prima pagina" ho sentito leggere: "Tra i "Papa boy" spunta Pelè", e Lei ha commentato ( più o meno) che in fin dei conti Pelè non è più (tanto) un "boy", e neppure un "ragazzotto", ma piuttosto un anziano. Secondo me è come se si fosse detto: "Tra le spighe di grano spunta un papavero rosso" (e quindi il "boy" ci stava bene). Diverso sarebbe stato se si fosse detto: "Dai "Papa boy" spunta Pelè"; allora sì che si sarebbe potuto desumere che, eventualmente, Pelè fosse (o sia?) un "boy". Ma in fin dei conti: che male c'è se un anziano si mescola con i giovani ragazzi (e ragazze) per esprimere il loro stesso sentimento!?
Passando di palo in frasca: mi è piaciuta la sua dichiarazione (o confessione) di dubbio in merito all'accento per "Càrega" o "Carèga" (quest'ultima sembrerebbe la giusta scelta nel Trentino). Lei, almeno, questo dubbio ce l'ha avuto e ce lo ha esternato confessandolo; mentre altri suoi colleghi neppure si pongono il problema (e non solo a "Prima pagina") e, per citarne un paio, hanno in passato "sparato" "Arbòrea" per Arborèa, o "Garé du Nord" per Gare du Nord. Ma in fin dei conti succede a tutti di commettere simili e piccoli peccati veniali; è successo anche a chi Le sta scrivendo che, pertanto, non se la sente di scagliare la prima pietra su nessuno. Tanto meno su di Lei che, nel momento in cui confessa di non sapere, mi torna ancor più simpatico (anche se non in senso assoluto!).
Mi spiace che Lei, così come mi è dispiaciuto per qualcun altro dei suoi colleghi lettori e commentatori di "Prima pagina", da lunedì 22 p.v. non ci faccia ancora compagnia. Sarà per una prossima volta: "Tra un anno esatto nella settimana di "Ferragosto"?".

PRIMA PAGINA: REFERENDUM SULLA CROCE
da Vito

Ogni estate Lei, approdato frai i cd. talentuosi Courier boys, ci assilla a Prima Pagina con qualche trovata . Altra volta fu un minitest elettorale (condotto secondo il collaudato cliché dei sondaggi e del forum di Radio 3) poi bruscamente interrotto. Ora una proposta di referendum sulla Croce, da non esporsi in luogo pubblico. Già, ma che intende per luogo pubblico? Scuole, uffici, ospedali? O qualsiasi luogo pubblico, tout court? In quest'ultimo caso il divieto non potrebbe non estendersi al luogo pubblico per eccellenza, al quale a nessuno, ma proprio a nessuno, nemmeno a Lei ed alla sedicente superiore umanità di sinistra (all'italiana) e nemmeno a me ed ai rozzi miei consimili, è dato di sottrarsi: il camposanto o, meglio, per dirla alla Sua maniera e non urtare nella suscettibilità del fiero libero pensatore, il cimitero. Oddio, non sarebbe un gran male perché tutte quelle croci lì non ci fanno un bel vedere: rendono il posto così lugubre.
PRIMA PAGINA: CODE AI CASELLI
da Mario Guzzardi

Sono stato molto lieto di ascoltarla di nuovo tutte le mattine a prima pagina. Purtroppo domani sarà l'ultima di questa tornata. La letizia non comporta necessariamente concordanza di idee e di punti di vista. Lei ha affermato stamani che le code in oggetto dipendono dal traffico. Questa è una verità parziale. Dipendono anche dalla pessima organizzazione della Società autostrade, simile purtroppo alla proverbiale disorganizzazione di molte strutture italiane. Ha notato che molte uscite Telepass permettono anche il pagamento del pedaggio ? Non crede che questa sia una follia ? Ma come ? Io pago in più per avere un passaggio più rapido al casello e poi devo comunque aspettare quelli che pagano il pedaggio davanti a me ? Non è questa una vera e propria schizofrenia organizzativa ? Al casello di Catania c'è una corsia preferenziale per il Telepass, ma è lunga solo un Km. Normalmente, nelle ore di punta o ai rientri domenicali la coda è lunga spesso 4 km . Possibile che fin'adesso me ne sono accorto solo io ? La fattura del Telepass non contiene il dettaglio delle percorrenze. Per ottenerla bisogna richiederla espressamente ma solo dopo aver ricevuto la prima fattura, perché quando si fa il contratto non lo dicono e poi si deve pagare un euro in più per avere quello che dovrebbe essere un diritto. Chiunque riceve una fattura ha sempre il dettaglio della merce acquistata. Come mai la società autostrade non lo sa ? Oppure vogliono scoraggiare quelli che potrebbero abbonarsi al Telepass magari per una ragione di politica occupazionale ? Come vede il discorso è piuttosto lungo e complesso. Non si tratta di semplice traffico: disorganizzazione, abulia, pressappochismo, malafede e chi più ne ha più ne metta. Un metodo per accelerare il pagamento del pedaggio potrebbe essere l'istituzione di una carta di credito (anche tipo PostaPay) per il pedaggio. Non ho nessun addebito supplementare ma passo più velocemente perché non devo aspettare il resto. Prima delle uscite autostradali dei grandi tabelloni potrebbero indicare il costo dei pedaggi per categorie almeno per le principali tratte. Il tutto potrebbe essere facilmente governato da un calcolatore indicando il costo delle percorrenze che stanno arrivando più frequentemente in quella particolare uscita. Mentre gli utenti aspettano in fila avrebbero così tutto il tempo di preparare le monete con l'importo esatto evitando poi di attendere il resto.
PRIMA PAGINA: A CHI LA RACCONTANO?
da Lucia Bruguier

Caro Sabelli, sono stata molto contenta di risentirla a a Prima Pagina ed anzi, la ringrazio anche per tutte le news letters che ricevo e che mi trovano, diciamo, sempre in accordo con lei nonché di quello che trovo sul suo sito, anche se il tempo che ho per seguirlo non è molto. Però, come lei credo, non ne posso più ne di tutta questa gente (includendo Rutelli, Parisi, Bertinotti, ecc, ecc, ecc, oltre a tutto quel ciarpame che circola nel centro destra) che continuano a blaterare anche nel pieno dell'estate, sempre andando a cercare il fuscello nell'occhio di qualcuno senza guardare le enormi travi che molti si trascinano dietro. Ma, mi domando, come potrà vincere il centro sinistra se si continua a darsi addosso fra partiti della stessa parte, solo per mettersi in evidenza, (penso a Rutelli, tanto per intendersi, che non perde occasione, ma anche a Bertinotti ed altri) per indurci a pensare che solo loro sono illibati? Ma a chi la raccontano? Il fatto è che, sempre più spesso , sento la voglia di non comprare più un giornale, di non guardare più un Tg, e di pensare ad altro, perché il mio fegato di persona anziana comincia a starmi a cuore assi più delle beghe di questi birbantelli, del vuoto del cranio di Berlusconi, dentro e fuori, o della frangetta svolazzante del nuovo Papa. Poi non resisto e comincio la giornata ascoltando Prima Pagina, che, menomale, qualche volta riesce a non farmi venire una colica di fegato...Non sempre, però!
PRIMA PAGINA
da Silviano Forte

Caro e simpatico Sabelli-Fioretti, -SF in seguito-. ascolto con piacere la sua voce, e mi fanno piacere soprattutto le toppate con annesse zagagliature. Questo vuol dire che lei appartiene agli umani, e la cosa, tra tanti superman di tutto, non può che farmi piacere. Ciò detto, andiamo al dunque.
Per prima cosa, visto gli incidenti aerei, vorrei che qualcuno citasse anche l'immenso numero degli aerei che volano e arrivano a destinazione. Quelli che non arrivano, fanno parte delle disgrazie collettive di cui tanto e sinceramente ci duoliamo. Mi premerebbe sottolineare come le statistiche dicono che, dato il numero degli aerei in volo, praticamente non ne cade nessuno-si fa per dire-, e, quando cadono, quasi sempre qualcuno, a terra o in volo, ha sbagliato o sottovalutato qualcosa. Questo per una cronaca giusta, senza difendere o accusare nessuno, a cominciare dal destino.
Secondo punto, tra il tragico-serio e faceto modus scribendi della maggioranza degli addetti alle comunicazioni: il mare assassino, la macchina assassina, la strada assassina, il masso assassino e via via dicendo. Caro SF, per favore la faccia piantare a questi banali cronisti con questa storia degli oggetti assassini. Meglio farebbero se, in alternativa a chiamare con aggettivi così forti e inappropriati rivolti a degli oggetti inanimati, andassero a prendere il sole e-o a passare le acque. Meglio per tutti, specie per le vittime della perfidia o dell'umana stupidità.
Terza cosa, sempre per restare nello spirito goliardico nazionale, si fissasse una linea logica di condotta su certe cose. Esempio: se Tizio intercetta un tal Caio, non è il contenuto che interessa, ma la intercettazione assassina. Viceversa, se un tal Caio intercetta un Sempronio, non è l'intecettazione che è assassina, ma il contenuto. Non mi va più di ridere, perciò passo oltre.
Questa mattina abbiamo avuto il piacere di sentir leggere la lettera del senatore a vita Cossiga. La stessa cominciava con "l'emerito"... cui a fatto seguito, se non erro -non erro, non erro-, il suo "emerito...?, boh! SF, mi sei piaciuto! Pardon.
Egregio SF, questa mia lunga lettera che è a carattere sicuramente personale, l'ho voluta mantenere sul filo del castigando mores, per il semplice fatto che le cose serie, oggi da noi non sono nemmeno più castigabili, ma semplicemente rivoltanti. Se la Sorte le dovesse far cadere gli occhi su questa e-maillona, le dia una semplice letta, e corra a cose più serie; non me ne dorrò più di tanto. Non me ne dorrò anche perché lei tra il serio e il faceto ci naviga bene, anzi, benissimo. E' quello che ci vuole in mezzo a tanti piagnoni e-o a dispensatori di virtuale benessere.
PRIMA PAGINA: QUESTIONI
da Giampaolo Pellegrini

Sig. Sabelli, Sono uno dei molti che non sono riusciti ad intervenire. Quello che volevo chiederle è la ragione per cui si evita di parlare di tutte quelle cose che costituiscono il nocciolo dei problemi, Lei e molti suoi colleghi lo fate per scelta (per quanto possa sapere partendo dalla sua esperienza) o perchè articoli del genere non passerebbero sui giornali.In breve : esiste la libertà di stampa o è preminente la libertà degli editori? Alcuni semplici esempi. Sul' energia si dice che aumenta il debito energetico con l'aumentare del greggio, il lettore non informato capisce che costa più cara l'energia in generale e a lui in particolare fare il pieno. Questo è vero ma il problema è che l'80 per cento dei consumi petroliferi è dovuta ai trasporti delle merci e che l'energia necessaria ad un Tir per chilogrammo di merce è esageratamente più alta di quella consumata dal trasporto ferroviario. Se ciò non viene continuamente ricordato lo stesso cittadino come potrà giudicare le politiche di investimento infrastrutturale proposte dai politici? Penserà che il problema è solo nelle famose accise e nella mancanza del nucleare ( ma nessuno dice che non avendo miniere di uranio o ambizioni di potenza nucleare (Francia)o accordi con paesi produttori di infrastrutture nucleari (Giappone) che obbligano a farlo, non risolveremmo il problema della dipendenza esterna)
Secondo esempio. Ho mandato una e.m a rai tre nel quale si vedeva chiaramente che la questione "morale" passa attraverso le privatizzazioni. Nella e.m. si analizzavano attraverso i bilanci, in un caso, e in un intervento di un EX consigliere provinciale, la reale portata interna di dette "privatizzazioni" in un caso come diretto regalo del controllo di una banca a pochi e noti soci privati con conseguenti disastri economici, nel secondo come una ex municipalizzata che aveva fornito più o meno bene il servizio di competenza impiegando 5 dirigenti pubblici, di nomina politica quindi, ara fornisca nello stesso modo lo stesso servizio impiegando nei vari ruoli di alto livello, tutti molto ben pagati, circa 70 persone a pari nomina. Potrei continuare ma torno a chiedermi/le, non è l' unico a cui ho mandato simili e.m., Lei ed i suoi colleghi , dal Secolo d'Italia al Manifesto, non ritenete che questo sia un problema o non è permesso , bipartisan, di parlarne? Spero in una sua risposta ed in un suo parere
PRIMA PAGINA: SOCIETA' INCIVILE
da Massimiliano Coperchini

Caro Sabelli sarebbero mille le cose... ma non è possibile che ci si danni e ci si disperi per una squadra di calcio (qualsiasi essa sia) e non si faccia nulla quando vengono calpestati diritti o altro ancora!! Io questa la chiamo società incivile e se prima ero contento per la crisi che attanaglia il nostro molle paese, convinto che toccato il fondo ci si sarebbe RISVEGLIATI, ora ho la prova tangibile che il concetto di infinito esista veramente: al peggio non c'è mai fine. Buona giornata Claudio. ecco!!! anche augurare buona giornata oggi è diventato ironico...tuttavia ero sincero.
La seguo in tutte le sue forme (radio, TV, giornali, web)... grazie per la Sua intelligenza.

20.8.05

PRIMA PAGINA: CONFLITTO ISRAELO-PALESTINESE
da Renzo Ferrigato

Egregio Dott.Sabelli, La sto ascoltando a Prima pagina, programma che mi ha fatto conoscere la differenza fra giornalisti e portaborse. E poi ci sono i giornalisti che è un piacere ascoltarli, come lei, e come anche Gian Antonio Stella, anche Lui Veneto. Mi piacerebbe avere un Suo parere su un argomento che mi sta a cuore, che mi riempie di tristezza e rabbia.
Ho visto in TV una copia di giovani ragazzi in divisa un ragazzo e una ragazza, che su un pianerottolo di una casa a Gaza, consegnavano la lettera di evacuazione a un uomo. Era una persona semplice con una mi sembrava maglietta della pelle, un paio di pantaloni normalissimi, lo sguardo quasi basso, fra il rassegnato, il triste e il dignitoso. Un età intorno ai 55/60 anni. Potrei essere io quell'uomo. Ha allungato la mano e preso il foglio che gli veniva porto, senza dire niente.
Che colpe aveva quell'uomo per essere mandato via da una terra che aveva amato e lavorato, col sudore, coi sacrifici. Chi lo aveva mandato li negli anni 40 o dopo. chi lo aveva illuso che quella era la sua terra. Lui ci aveva creduto. E ora, per tanti motivi, quella non è più la sua terra. Non mi sembrava un fanatico religioso, non diceva Dio ci ha dato la terra, Lui l'aveva solo lavorata quella terra promessa.
E vedo che gli insediamenti continuano, persone continuano a essere mandate là, nella terra che prima della guerra era dei Palestinesi, e che ora viene annessa allo stato di Israle.
Ed io mi chiedo, ma dopo questa tragica esperienza, di sradicare centinaia di famiglie da quello che avevano costruito e a cui avevano creduto, come possono pensare a fare altri insediamenti, ad illudere nuove persone che quella è la loro terra. A meno che non pensino che non se ne andranno mai. E il processo di pace?, Pensano forse che i Palestinesi accetteranno passivamente di vedersi espropiare quella che è stata per millenni la loro terra fino a ieri? Non credono che continueranno la lotta in tutti i modi, dalla diplomazia al terrorismo? Non pensano che non avranno mai la pace? non pensano che ci sarà sempre qualcuno pronto a farsi saltare in aria assieme a loro?
I governi Israeliani hanno le loro colpe, così come anche quel colono che tanto mi ha rattristato, forse anche perchè mi assomiglia, come mi assomigliano quegli uomini forse un pò più scuri di me, che si vedono ogni giorno umiliare, uccidere demolire la casa, tagliare gli ulivi e privare dell'acqua, della cultura, della libertà.
E mi indigna l'Europa, che non è capace di dire basta ai suprusi, di dire che non ci può essere pace se Israele non lascia i territori occupati, solo allora si potà sconfiggere il terrorismo. Questo per l'amore per gli Israeliani e per i palestinesi.
Dott.Sabelli, scusi la lunghezza e la retorica, ma sono veramente toccato e impotente difronte a tutto questo.
PRIMA PAGINA
da Bruno Giacomini

Gentile signor Sabelli Fioretti, Quasi tutte le mattine ascolto Prima pagina. La Sua conduzione di questa settimana è stata per me vero piacere e gioia. Anche perchè ho condivido con Lei tutte le opinioni e punti di vista che ci ha espresso. Fra le tante chicche che ha elargito, la migliore è stata comunque per me, l'affermazione secondo la quale sulla scheda per la scelta dell'8 per mille della dichiarazione dei redditi, la Sua firma l'appone, come me, (sono di religione Cattolica) nel rettangolino "Chiesa Valdese unione delle chiese metodiste e valdesi" e questo "per non dare i soldi alla Chiesa cattolica e allo Stato". Per la gioia che questa settimana mi ha dato, giovedi p.v. acquisterò il Corriere della Sera con il Suo pregevole Magazine. opodomani domenica chieda alla Curatrice della trasmissione, di farLa tornare al più presto.
PRIMA PAGINA: LE CASE DI GAZA
da Pietro Cipollaro

Ribadisco quanto scritto al suo predecessore Sebastiano Messina, che non sapeva spiegarsi il perché della distruzione, ma non ha citato il mio e-mail. “”Tutto giusto quello che è stato detto. Aggiungo la cieca stupidità del fondamentalismo e del razzismo, che impedisce di capire la globalità dell’economia. Le case distrutte dall’esercito israeliano per azioni punitive della ribellione dei Palestinesi contro l’occupazione militare e le case ora abbandonate dai coloni israeliani che saranno distrutte, sono una perdita di ricchezza per tutti. Saranno ricostruite con aiuti internazionali, con priorità. Così mancheranno aiuti per altri paesi poveri e gli stessi Israeliani avranno più difficoltà a reperire fondi per il loro sviluppo.””
Trovo estremamente sciocca la “giustificazione” della signora intervenuta oggi; che le case dei coloni ai palestinesi non vanno bene perché sono troppo grandi, quasi ville, e perché sono solo 8.000. Buttale via 8.000 grandi case. Anche se a Gaza c’è un milione di poveri, ci saranno di sicuro 8.000 tra politici, funzionari, professionisti, commercianti che aspirano ad una casa da 140 mq. Un’altra volta ha vinto l’assurdità.
PRIMA PAGINA: CROCIFISSO IN BAVIERA
da Liana Glaab

Caro Claudio Sabelli, prima di tutto complimenti, che a lei fanno piacere e che non riceve forse spesso da fuori Italia. Le scrivo infatti da Francoforte per ragguagliarla in merito ai crocifissi nei luoghi pubblici e nomatamente in Baviera. Il papa si guarderà bene dall'esortazione a riguardo, dato che una sentenza della Corte costituzionale tedesca, se non sbaglio del 1990 - ma non giuro
sulla data - aveva stabilito (dopo un annoso contenzioso con una famiglia bavarese che non voleva il crocifisso nelle aule scolastiche dei figli), che questo debba essere tolto, se un genitore protesta. La sentenza era formulata in modo che qualsiasi persona contraria all'esposizione del crocifisso in un luogo pubblico ne derivi il diritto a farlo togliere. Naturalmente ciò non accade generalmente in Baviera, ma stante il grande numero di persone di altra religione o non credenti in Germania, non è opportuno correre rischi. L'attuale papa non interviene nelle cause perse in partenza, ma ricordo che dietro suo personale intervento Giovanni Paolo II fece chiudere i consultori cattolici, che, fornendo il certificato di avvenuta consultazione alle donne in gravidanza, avrebbero dato alle donne la possibilità di abortire legalmente. Da ciò deduco che continuerà ad intervenire per impedire comportamenti sanzionati dal cattolicesimo, come peraltro ha dimostrato approvando la linea del cardinale Ruini nell'ultimo referendum. Per quanto poi riguarda l'esortazione all'esposizione dei crocifissi in altre nazioni, la Spagna al momento è fuori questione e la Francia è un paese laico sul serio, qiundi è inutile impegnarsi senza speranza di successo...suggerirei le Filippine caso mai. La saluto e la prego di dare questa informazione agli ascoltatori. La seguirò in Internet, la radio fin qui non arriva.
P.S. Mi permetto di segnalarle la nostra home page - www.donne.de.be -, che è l'unico sito di italiane emigrate in Germania
PRIMA PAGINA: APPUNTI
da Francesco Zoppi

La leggo con interesse sia su Magazine che su Io Donna e apprezzo molto la sua equidistanza -che la fa autoproclamarsi un voltagabbana-, ma a conclusione della sua congruente e proficua (per noi ascoltatori) partecipazione a Prima Pagina mi consenta di farle alcuni appunti.
Sartori (Fondo sul Corriere di Mercoledi 17 Agosto) critica Crichton per le sue idee avverse agli ecologisti. Io sono un chimico, e leggo abitualmente riviste scientifiche. Se devo pesare i titoli a favore del surriscaldamento globale e quelli che lo negano (perche´ e´ di surriscaldamento globale -effetto serra da eccesso di Biossido di Carbonio- che parla il protocollo di Kyoto) c´e´ una assoluta parita´. Quindi Sartori non puo´ citare solo un ciarlatano (Lomborg) e uno scrittore di fantascienza (Crichton) per avvalorare le sue tesi e definire "lietopensanti" quelli che non la pensano come lui o che continuano ad avere dei dubbi. Il problema e' quello che noi riversiamo in atmosfera oltre alla CO2.
Sono stati proprio gli ecologisti, in Sicilia e ancor prima negli Stati Uniti, ad opporsi alla costruzione di nuove centrali eoliche, non perche´, come dice lei, fanno rumore, ma perche´ le pale potrebbero essere pericolose per gli uccelli in transito.
I titoli delle prime pagine dei giornali di ieri, 18 Agosto, della connotazione dei quali lei ha dato una chiara, emblematica risposta oggi: sbatti la cronaca nera in prima pagina e raddoppi le vendite. Repubblica, in un momento nel quale tutto il mondo dovrebbe almeno per un po´ interessarsi allo sgombero dei coloni di Gaza, piazza in prima pagina il massacro dei coniugi di Brescia, il Corriere Fazio, e solo Libero le vicende dei coloni. Ma questo a lei non e´ piaciuto perche´ ha criticato con un po´ di supponenza l´articolo di Feltri.
La mia teoria sulla demolizione degli alloggi abbandonati dai coloni a Gaza. Si ricorda dello scandalo della fornitura da parte di cementifici palestinesi della materia prima per la costruzione del muro di Sharom? Non potrebbe essere anche questa una ragione: forniture di cemento e di materi prime prodotte "in loco", pagato anche da noi europei, mano d´opera per la ricostruzione (= abbattimento dell'endemica disoccupazione) e tanti alti bei problemi del lavoro e dell´economia esempi dei quali ogni dopoguerra e´ pieno (ma anche di "pescicane").
Infine, non per difendere i coloni, ma da chimico, quale sono, mi sono chiesto "ma che acido i coloni hanno buttato addosso ai soldati?". Infatti c´e´ una bella differenza tra acido solforico e acido citrico o tra acido diluito ed acido concentrato.
PRIMA PAGINA: PRIMARIE
da Nicola Savino Potenza

Gli entusiasmi per le "primarie" sembrano ormai dilagare! Ed a nulla vale l'ammissione che le stesse, a livello nazionale, sono utili non certo per chi da esse cerca l'investitura ed il ridimensionamento delle Segreterie. E' tale la voglia di "partecipazione", che le si richiede anche per il collegio-base: per abolire la designazione ( e la spartizione a tavolino!) delle candidature dall'alto.
Purtroppo,si tratta però di entusiasmi infondati, per il semplice motivo che, salvo non si tratti di sondaggi giornalistici (pur utili) o di un platonico .. gradimento-ratifica per il candidato già concordato, l'alleanza o polo, essenza del sistema vigente, a tutela dei Minori, esclude la competizione tra gruppi-partito di peso disuguale.
Non resta dunque che convincersi di questo: che per recuperare la "partecipazione" occorre superare il collegio uninominale, che non è da confondere con il maggioritario. (Questo è ovviamente realizzabile anche con lo scrutinio di lista,come accade nelle elezioni comunali e come ignorato dalla diffusa pervicace identificazione di due procedure assolutamente distinte:per la candidatura -uni o pluri nominale - e per la traduzione dei voti in seggi-maggioritaria o proporzionale.)
Insomma, la scelta è tra partecipazione ed oligarchia,non essendo tecnicamente possibile la prima con l'uninominale, spacciata come"camicia di forza" del maggioritario e della governabilità, in realtà garante dell'oligarchia (del resto, si dimentica che fu voluto dal CAF?) Al contrario, se si vuole il maggioritario senza l'oligarchia, basta il collegio plurinominale di non oltre 13 seggi (equivalenti ad 1 milione di abitanti), uniforme su tutto il territorio nazionale, ( dimensione che implica uno sbarramento matematico non inferiore all'8% - poiché bisognano circa 60 mila voti per un deputato); ed, al più, un "ristoro" in sede nazionale ( di 60/75 seggi, oltre quelli non assegnati nei collegi base?) per i Minori ( che potrebbero essere obbligati a dichiarare a priori lo schieramento,che difficilmente risulterebbero determinanti e che, infine, si determinerebbero ad alleanze per scelta politica e non per i posti riservati!). Con una simile soluzione, addirittura si otterrebbero risultati maggioritari con il proporzionale, a riprova che il nodo non è su questo versante, ma su quello della proposta di candidatura e della dimensione del collegio. Dopo due vani tentativi d'intervento in trasmissione, credo doveroso insistere nel chiarimento "tecnico" (da ex membro della Commissione AA I I Camera) per la rilevanza dei meccanismi elettorali sul grado e sulla qualità della democrazia ed avendo constatato quanto coloro che infine determinano le scelte (Leader politici e Giornalisti) trascurino l'aspetto tecnico.
PRIMA PAGINA: MA CI FACCIA IL PIACERE!
da Stefano Celona - Udine

Oggi (19 agosto) lei ha affermato che è ridicolo rivolgersi alla Madonna (Casini alla Camera nel 2001 eccetera). Alla faccia del rispetto delle convinzioni altrui! Un presidente della Camera non può essere credente? E non dica che non l'ha detto: erano le sue testuali parole.
PRIMA PAGINA: ASCOLTARE DIO
da Silvio Manzati, Verona

Seguendo l'invito del Papa, da voi ricordato nella trasmissione di questa mattina, mi sono messo in ascolto di Dio. Ecco che cosa mi ha detto: "Non ho nessun Vicario sulla Terra, non ho mai avuto figli, né ho avuto una madre. Non è vero che la salma di Maria di Nazareth sia finita negli spazi siderali. I Re Magi sono una fiaba e, quindi, non ci sono loro reliquie a Colonia."
PRIMA PAGINA: SHARON
da Guido Masotto

Una preghiera al dottor Sabelli Fioretti, mi piacerebbe che venisse ricordato alla signora intervenuta poco fa, che Sharon è stato condannato dalla corte suprema di Israele per le sue responsabilità nel massacro di Sabra e Shatila; nel dispositivo della sentenza si proibiva a Sharon di ricoprire ulteriormente la carica di ministro della difesa, anche per il futuro, non ricordo per quanto tempo; sarebbe opportuno controllare quanto disposto nella sentenza, ma è certo che Sharon è stato condannato, sia dalla Corte Suprema, sia da gran parte dell'opinione pubblica israeliana, sia da parte rilevante degli ebrei della diaspora; all'epoca io mi trovavo a Parigi ed ho partecipato ad una dimostrazione di alcune migliaia di ebrei francesi (c'erano molti intellettuali ed esponenti della cultura e del giornalismo ); erano in maggioranza rispetto ai non ebrei che, come me, partecipavano e solidarizzavano con il loro giudizio negativo sull'operato di Sharon.
PRIMA PAGINA: CROCIFISSO
da Annalisa Bertolini - Reggio Emilia

Grazie per darci l'opportunità di esprimere i nostri pareri. Sono contraria all'esposizione di qualsiasi simbolo religioso nei luoghi pubblici non di culto. Non solo, ma sono anche contraria all'insegnemento delle religioni nella scuola pubblica. Mi sembra comunque eccessivo lo spazio che si da a questo argomento e addirittura assurdo proporre un referendum. Non penso possa influenzare (positivamente o meno) le nostre azioni se, entrando in un'aula scolastica o in un ospedale, vediamo un crocifisso o altre immagini sacre appesi ad una parete. Ciò che non condivido è dare per scontato che siano solo i valori religiosi quelli sani e giusti (abbiamo purtroppo avuto le prove contrarie) come se non esistessero valori universali slegati dalle religioni con i quali crescere i nostri figli. Altre cose che disturbano una mente laica è che i nostri capi stituzionali si appellino a Dio o alla Madonna nei discorsi rivolti al popolo italiano come se tutti fossero credenti. Non discuto il loro credo discuto che lo esprimano nelle sedi non appropriate. Grazie ancora a Radio 3 e ai suoi programmi che - diversificandosi da buona parte delle trasmissioni radiofoniche e televisive - stimola al pensiero, nutre di bella musica e di buona cultura. Spiace solo constatare che questi piccoli esempi di libertà comunicativa trovino sempre meno spazio all'interno di una realtà multimediale che si presenta invece sempre più superficiale e uniformata .
PRIMA PAGINA: QUALE PAESE SENZA ESERCITO?
da Giuseppe Carriero

Sarei curioso di sapere qual'è il Paese del Centro America da lei citato stamane in 'Primapagina' che non possiede un esercito. Visto che le piaccioni i complimenti vorrei fargliene alcuni :
- La sua conduzione di 'Primapagina' è gradevolissima.
- Ricordo con piacere i suoi interventi, che spero ritorneranno insieme alla trasmissione, a 'Caterpillar'.
- Da oggi riprenderò ad acquistare 'Il Corriere della sera' del giovedì per via del Magazine da lei diretto; ho raramente acquistato il Corriere della Sera anche se l'ho spesso letto a 'scrocco'.
Ho 61 anni e sono pensionato, quindi non posso permettermi di spendere in giornali quanto vorrei. Naturalmente mi riservo di interrompere il pur modesto acquisto qualora una certa "scalata" dovesse andare a buon (cattivo) fine.
PRIMA PAGINA: COMPLIMENTI PER LA TRASMISSIONE
da Aldo Mariconda

Ho apprezzato con molta soddisfazione la Sua ribatita posizione laica. Non è più tanto frequente! Colgo l'occasione per segnalarLe, se già non lo conosce, un movimento d'opinione, trasversale, che parte da un'analisi d'insufficienza dell'attuale sistema bipolare italiano. Troverà possibili approfondimenti sui siti: www.societa-aperta.org www.terzarepubblica.it Quest'ultimo sito pubblica un giornale elettronico.
PRIMA PAGINA: MASCHILE/FEMMINILE
da Antonio Cacciatori - Milano

Alla c.a. dell'egregio conduttore Sabelli Fioretti. La diatriba vale anche per gli animali. Nel 1943 all'età di circa 15 anni, sfollato nell'alta Valpantena (Verona), fui acculturato in proposito dallo stradino comunale con la seguente parabola. Un piccolo pastore vende ad un collega il suo piccolo gregge costituito da "cinque pecore con il montone" . Alla consegna scoppia la lite perché il venditore ha con sè cinque capi, mentre l'acquirente pretendeva sei capi; il montone (genere maschile) è o no comprensibile tra le pecore (genere femminile) ? Aveva ragione il venditore od il compratore ?
PRIMA PAGINA: QUESTIONE MORALE
da Ugo Pierri, Trieste

Caro Sabelli, auspico "questione morale" anche per i periodisti che preferiscono il volo dello scuffiotto di Ratzinger, benedetto lui!, le noncuranti corna di Vittoria Beckam, ai fatti degli operai, per esempio,senza posto di lavoro e con pocha speranza di averlo.
PRIMA PAGINA: CROCIFISSI E AVVENIRE
da Giulio Silano

Ma dai! Un minimo di fair play! Nel parlare dei crocefissi nelle case e nei posti pubblici, Benedetto XVI non ha fatto nessun riferimento all'Italia. Il discorso era di portata universale. Tra l'altro, il commento era parte di un discorso piu' profondo e complesso. Un minimo senso di giustizia sembrerebbe richiedere un po' di attenzione al contesto, prima di cominciare a sobillare forze referendarie e giacobine, o forse solo qualunquiste?
Per quando riguarda l'Avvenire: come non notare che il commento circa la mancanza di attenzione dei media per l'evento di Colonia si riferiva a *prima* dell'arrivo di Benedetto XVI? O non aveva detto la stessa cosa lei nel programma di ieri? Cioe' che non aveva trovato quasi niente nei giornali di ieri circa l'evento?
PRIMA PAGINA: DI TEDESCO E DI PRIMARIE
da Domenico Civico

Caro Claudio, ho particolare piacere sentirla parlare da Trento, perchè anch'io sono nato e vivo qui. Due osservazioni su i suoi succosi commenti alla stampa italiana:
1) il nome del nostro Papa è Josef e si pronuncia "Iosef" e non "Giosef". Sembra che voi giornalisti (non tutti) abbiate una orgogliosa ignoranza della lingua tedesca e abbiate invece una prona attenzione agli inglesismi, credendo forse di apparire colti e informati. Vedi anche i vari "Maichol" Schumacher anzichè "Michael"in radio e TV ecc. ecc.
2) Primarie: chi avrà diritto al voto? Se tutti potranno votare, non è assolutamente detto che ci sarà un plebiscito per Prodi, perchè chi è di destra non lo voterà di certo, essendo Prodi il più credibile ed efficare avversario di Berlusconi, ma voterà Bertinotti che ha un seguito limitato e avrà parecchie opposizioni da parte del popolo di centro sinistra per le sue posizioni estremiste. Risultato: il prossimo governo di centro-sinistra presieduto da un Brtinotti avrà vita breve e tormentata e cadrà miseramente a dimostrazione che il centro-sinistra non sa e non può governare, come volevasi dimostrare.
PRIMA PAGINA: DISCOUNT
da Mario Costa

Carissimo dott. Sabelli, sono anni che la seguivo per radio nei panni dei personaggi più disparati e strampalati nella ormai mitica trasmissione Caterpillar; poi in una calda mattina d'estate, mentre di buon mattino mi recavo al lavoro (come tutti gli anni di turno nella settimana di ferragosto) sento, nei commenti dei giornali del mattino, la voce del giornalista di turno che mi era stranamente familiare. Ascolto quella voce e tra me e me dico " caspita è bravo questo giornalista " alla fine la signorina della redazione svela il suo nominativo ed io vengo come folgorato (ero però solo sulla via del lavoro). Realizzo il tutto ed in breve mi riprendo; ma non mi sono più ripreso quando per due anni consecutivi mi accorgo che la sua rubrica va in onda solo nella settimana di ferragosto (quando presumo gli ascolti siano i più bassi dell'anno) e che l'unica altra volta che son riuscito a "beccarla" è stato dopo le 23,30 su RAI 3 e che, volendo vedere almeno qualche puntata, ho dovuto imparare a programmare il videoregistratore.
Mi risponda sinceramente, come son sicuro che lei faccia sempre, è vittima di un ostracismo di regime o semplicemente lei è un vampiro e non lavora quando il sole è alto in cielo ?
Ma veniamo all'argomento per cui ho voluto scriverle:
Sono tre anni che attraversiamo una cocente crisi economica che sta miseramente falcidiando i pochi risparmi di chi, come lavoratore dipendente, ha un salario fisso.
Io seguo quotidianamente più telegiornali, leggo quando il tempo me lo consente qualche quotidiano, assito a dibattiti insomma, come si dice, mi piace tenermi informato; infinite volte ho visto ed ascoltato o letto il parere di esperti, economisti e politici che ci spiegano di economia, della bilancia dei pagamenti, dell'inflazione, dell'euro, del prezzo del petrolio; mai ho sentito commenti o servizi su un fenomeno che invece io ritengo tra i pochi che potrebbero realmente combattere il "caro Euro". Mi riferisco ai Discount, che sono quegli orribili supermercati dove c'è poca scelta, la merce non è di marca, spesso la trovi ancora nei loro scatoloni da imballo e qualche volta non funziona nemmeno l'aria condizionata.
Lo definisco un fenomeno perché in questi ultimi tre anni (io che sono un assiduo frequentatore di quegli squallidi luoghi) ho visto perlomeno triplicare gli acquirenti ed ho visto che i prezzi sono sempre contenuti e per alcuni prodotti - udite udite - il prezzo è rimasto lo stesso di quando avevamo le bistrattate lirette.
Ora mi domando, anzi lo domando a lei che tra l'altro mi piace perché dà le notizie che altri non danno, perché un così grosso fenomeno economico che avrebbe potuto innescare un processo virtuoso sulla grossa distribuzione, in tempi di ristagnazione e di aziende che emigrano in Cina, rimane praticamente ignorato dai mass media?
PRIMA PAGINA: PRODUZIONE DECENTRATA E DIFFUSA DI ENERGIA
da Glauco Masotti

Egr. Dott. Sabelli, la ringrazio per la citazione di ieri, tuttavia non mi è piaciuto come ha sintetizzato la mia mail in tema di fonti rinnovabili, poichè il punto centrale non era quello, seppur importante, della lotta allo spreco, quanto quello di puntare su una produzione decentrata e diffusa sul territorio di energia, che rappresenterebbe una vera rivoluzione carica di opportunità.
Ho apprezzato però la sua scelta di pubblicare le lettere sul suo sito, cosa che ho scoperto per caso. Credo che dovrebbe darne comunicazione per radio, magari qualcuno interessato ad andarsi a leggere quello che noi scriviamo c'è.
PRIMA PAGINA: FELTRI E CROCIFISSO
da Simone Rossato

Ciao Claudio, mi permetto di darti del tu anche se non ci conosciamo direttamente, ma a forza di tue incursioni in CATERPILLAR e' come se fossi di casa. Ho avuto la fortuna (?) di ascoltare PrimaPagina in questi giorni. Ti premetto anche -cosi' chiariamo subito- che sono cristiano, cattolico, praticante e (cosa di peggio?) CIELLINO. Nonostante cio' mi stai simpatico...
Non sono pero' riuscito a capire le tue critiche all'editoriale di Vittorio Feltri sui coloni e i loro insediamenti... hai detto che era "superficiale e di una pochezza impressionante..." ma non ne hai specificato i motivi. In fondo, non penso a Sharon, ma a quelle persone che -probabilmente ignare di tutto- si sono stabilite la'...
Riguardo al Crocifisso e a religione io la penso come te (che in fondo -non ci crederai- ma e' come la pensa Papa Ratzinger, l'avresti mai detto?) cioe' che ognuno e' nato libero di fare quello che pensa e crede, quando lo rende felice! Certo e' che il nostro Stato ha una storia di cristianesimo plurimillenaria che si porta alle spalle e non vede niente di male nel voler salvaguardare un simbolo che nonni e bisnonni ci hanno insegnato a voler bene e che ci ricorda che per arrivare qui siamo passati da li'! In fondo, che fastidio ti da'?

19.8.05

PRIMA PAGINA: NO FREE MAN NEEDS A GOD!
da Elisabeth J. Tschaeppeler

La prima email del mio nuovo computer va a lei, caro Sabelli, la seguo ogni mattina, ammiro la sua spirituosita, il suo umorismo (non italiano), la sua preparazione, e sopratutto il suo attegiamento verso la religione/chiesa. I crocifissi non hanno posto negli uffici e nelle scuole. Il grande srittore Russo Vladimir Nabokov diceva: NO FREE MAN NEEDS A GOD! Questa parola fa parte della mia vita nella quale la libertà è la richezza piu grande che possediamo. You are the greatest, indeed. A domani. Saluti cari Elisabeth
PRIMA PAGINA: RICERCA SCIENTIFICA
da Vittorio de Franciscis

Caro Dr Sabelli, colgo l’occasione della sua presenza a Prima Pagina per commentare una “assenza” di discussione critica negli organi di informazione sull’organizzazione della ricerca scientifica in Italia. Un ottimo e coraggioso documentario preparato dall’equipe di Report a fine giugno sulla terza rete è stato l’ultimo dei rarissimi approfondimenti sull’argomento. Non voglio dilungarmi nello specifico su i pro e i contro: il reclutamento dei giovani ricercatori, la possibilità di mobilità dei gruppi di ricerca, il finanziamento per il funzionamento degli Istituti, per la formazione, i criteri di distribuzione dei pochi fondi per la ricerca, perché in tanti preferiscono andarsene all’estero ? etc., Credo che sia importante, però, che questi temi, vitali per una nazione, siano oggetto di inchieste serie e approfondite. Potrebbe essere anche uno spunto di dibattito per una campagna elettorale iniziata anzitempo.
La ringrazio per il tempo dedicatomi e mi unisco al coro dei complimenti per come conduce Prima Pagina: con equilibrio ma senza mai rinunciare ad argomentare le proprie opinioni
PRIMA PAGINA: INDIAVOLATO
da Mario Basile, Trento

Caro Fioretti Sabelli, sono Mario Basile, abito a Trento, mi trovo ora in vacanza in Puglia da dove da qualche anno ho il piacere di ascoltarlo a Prima Pagina. Sono un ammiratore del “diavolo” Berlusconi e quindi un “indiavolato”, secondo le considerazioni dei nei unti nell’acqua santa della sinistra. Mi piacerebbe sentire da un arguto giornalista, come Lei, argomentazioni e commenti, fuori dell’ossessivo coro anti-Berlusconi dei suoi colleghi del Corriere, sull’argomento delle ”scalate” di cui si parla da qualche giorno, che ha evidenziato, tra l’altro il “conflitto d’interesse” del partito di Fassino.
PRIMA PAGINA: MAGHI E FATTUCCHIERE
Lettera Firmata

Gentilissimo Claudio Sabelli Fioretti, Congratulazioni e complimenti per la Sua attività di giornalista e per come conduce Prima Pagina in questi giorni. Desidero con questa mia email affrontare un argomento del quale si parla (purtroppo) solamente in occasione di accadimenti eclatanti ma che, sebbene il problema sia diffusissimo e notorio, cade molto spesso nel famoso "dimenticatoio".
Le scrivo oggi per sottolineare e chiederLe di rivolgere una Sua eventuale attenzione all'attività di "maghi e fattucchiere" che prosperano indisturbati qui nella provincia, nella città di Catania e (temo) in tutto il profondo Sud. Il mio lavoro mi porta a percorrere quotidianamente le strade della provincia di Catania e quindi durante questi percorsi, conoscendo le strade per una frequenza assidua, mi sono accorto che un certo numero di "maghi e fattucchiere" affiggono manifesti abusivi per pubblicizzare le loro doti paranormali ed incantare i "soliti polli".
Mi creda: in tutta la provincia di Catania questi manifesti abusivi sono in numero assolutamente ESORBITANTE: Credo che ne esistano MIGLIAIA affissi ad ogni angolo di strada, ed ogni volta che ne vedo uno io mi sento profondamente offeso e turbato in qualità di cittadino e padre di famiglia.
E noto purtroppo che di giorno in giorno le zone "appestate" da questi avvisi sono sempre più vaste e numerose.
Nel passato ho cercato di evidenziare alle Forze dell'Ordine questo stato di cose, ma ne ho avuto (come spesso accade rivolgendosi alle forze dell'ordine per argomenti che stanno "nella terra di nessuno") risposte sempre evasive e poco interessate.
Parlo con i Carabinieri e mi rispondono di rivolgermi ai Vigili Urbani dei Comuni di competenza, parlo con la Polizia stradale e mi rispondono che la loro competenza si limita ai reati legati alla circolazione veicolare, parlo con i militari della Guardia di Finanza e mi dicono che in mancanza di denunzie specifiche non possono fare nulla, parlo con i Vigili Urbani e mi rispondono che hanno cose più urgenti da fare ...
Mi si dice, tra l'altro, che in assenza di denunzie da parte delle persone truffate, la magistratura non può intervenire e che addirittura, chi eventualmente volesse denunziare questi imbroglioni per truffa, rischierebbe a sua volta di ricevere una contro denunzia dal mago di turno per diffamazione o quant'altro.
Purtroppo in Italia, o si raggiungono i livelli di delinquenza di Vanna Marchi, ed allora l'argomento viene pubblicato in prima pagina, oppure lo stesso tipo di reato perpetrato "sotto banco" in silenzio, senza fare tanto rumore, é del tutto ignorato sia dalle Forze dell'Ordine, sia dalle fonti di informazione.
Ma ha notato quanti maghi e fattucchiere "esercitano" la loro attività impunemente dagli schermi televisivi? Ma perché non viene proibito tutto questo sbandierare di doti "paranormali" ?
Qualcuno magari solleciterà delle "leggi più severe", ma perchè, non ne esistono attualmente in Italia, leggi che proibiscano questo tipo di attività truffaldine?
Sembra che questa materia sia "terra di nessuno" e che quindi i vari maghi (qualche nome del luogo: Mago Giusa, Mago Bianco, Madame Sahara, Mago Ionio, Mago Archimede) abbiano carta bianca per perpetrare le loro truffe ai danni delle persone psicologicamente più deboli.
Ho notato, per esempio, che questi farabutti privilegiano, quale luogo di affissione, i muri immediatamente vicini agli ingressi degli ospedali e dei cimiteri comunali.
Io stesso qualche volta, proprio per dare una concretezza alla mia condanna morale a questo tipo di attività, ho preso l'iniziativa di strappare qualche manifesto che avevo notato essere stato affisso nella notte precedente su qualche muro che prima era "pulito": ebbene non sono passati due giorni che lo stesso manifesto veniva riaffisso in posizione piu "protetta" , più in alto oppure affisso in misura maggiore: ad esempio: strappato uno, riaffissi tre.
Addirittura una volta, mentre ero intento a strappare un manifesto che era stato affisso da pochi minuti (era ancora fresco di colla), sono stato aggredito da un individuo che ho capito essere il "mago" pubblicizzato che si affiggeva da sè stesso i suoi manifesti, il quale mi ha minacciato che, se avessi continuato a "rompergli i c..." mi avrebbe preso a legnate. (...)
PRIMA PAGINA: CATTOLICESIMO
da Carlo Gabrielli

Considero i francesi molto più intelligenti di noi. Invece di tenerselo ad Avignone, a suo tempo, il Papa ce lo hanno rimandato a Roma. Ecco che, per esempio, Chirac ha potuto decidere di escludere dalle scuole tutti i simboli religiosi (se ben ricordo) mentre da noi il Pastore Tedesco chiede che sia esposto in ogni edificio pubblico! Ma l'Italia è una repubblica fondata sul lavoro o sulla fede cattolica? Complimenti tanti e poi tanti, visto che hai detto che li gradisci, per la tua conduzione di Prima pagina e per la tua genuina simpatia!
PRIMA PAGINA: COMPLIMENTI
da Giuliano Dalla Venezia

Desidero esprimere i miei complimenti ed apprezzamenti per la sua conduzione di prima pagina, visto che sento a voce che qualcuno non lo ritiene opportuno. Inoltre esprimere la mia concordanza di vedute su quanto espresso nelle sue risposte. Forse non tutto è perduto.
PRIMA PAGINA: PERCHE' COLONIA
da Maria Clotilde Iavarone

Questo messaggio desidero sia letto da Claudio Sabelli, conduttore di prima pagina di questa settimana. Vorrei sapere chi decide cosa, a RAI 3, cioè chi ha deciso di dedicare trasmissioni reiterate in collegamento con Colonia. Lo sa bene, CHI HA DECISO, ( CHE è LA STAMPA, SONO I GIORNALISTI, SONO I MEDIA,) CHE FANNO DI UN FATTO UN EVENTO? La via Franchigena, le trasmissioni filosofico-religiose sono cultura, e noi laici le acoltiamo. Ma Colonia si può sapere cosa è? Ma come è possibile supporre che ascolteremo? Dis-prezziamo la scelta.
PRIMA PAGINA: TASSA RIFIUTI
da Marco Driussi

Carissimo conduttore, la seguo ogni mattina molto volentieri per la sua simpatia su Prima pagina di Raitre. Quale ex consigliere di Circoscrizione del Comune di Udine vorrei solo proporle uno spunto critico sul tema delle "tasse sui rifiuti", perchè nei giorni scorsi ne ha parlato in trasmissione. Preciso che non sono uomo di legge, e quindi non le citerò articoli e numeri di leggi. Ero consigliere di circoscrizione all'epoca in cui si è cominciata ad applicare la nuova legge sul trattamento dei rifiuti ormai alcuni anni fa. La novità principale riguarda proprio il passaggio da un regime di "tassazione" sui rifiuti ad un regime di "tariffazione" dei rifiuti prodotti. Può apparire una finezza giuridica ma sostanzialmente si tratta di un regime che dovrebbe (progressivamente) da un lato far pagare effettivamente le spese di smaltimento ma soprattutto premiare i comportamenti virtuosi delle comunità locali, ma anche far crescere una cultura di limitazione all' origine della massa dei rifiuti. E questo aspetto mi pare sia stato molto sottovalutato e anche poco "comunicato". Tralascio i commenti su "come" questa normativa è stata applicata (raccolta differenziata, cassonetti a chip, sacchetti colorati etc), ogni comune ha inventato una modalità diversa più o meno efficace.
PRIMA PAGINA: ABBATTIMENTI A GAZA
da Edda Cucè

A proposito dell'abbattimento delle case di Gaza ho letto (o sentito: le mie fonti abituali sono Repubblica, Il Corriere, Rai3 e Radio3) che l'operazione è stata in qualche modo concordata in quanto la tipologia delle abitazioni (monofamiliari di 100/150 mq) non risponde alle esigenze abitative dei molti che andranno ad abitare la zona. E per quanto la cosa possa apparire uno spreco, mi pare comprensibile che si voglia costruire per i palestinesi che tornano a casa (e molti, immagino, proveniendo dai campi profughi) un contesto che si riallacci alle loro tradizioni e risponda meglio alle effettive necessita dei molti nuclei familiari. Ho sentito le considerazioni sue e dell'ultimo ascoltatore intervenuto. E penso che anch'esse abbiano avuto il loro peso. Per ora, mentre seguiamo con partecipe attenzione gli eventi, speriamo! Un saluto davvero cordiale
PRIMA PAGINA: CALABRIA
da Natale Petrolino, Reggio Calabria

Quando una persona è intelligente e anche seria e simpatica è un piacere ascoltarla e dialogare. Rappresenta una ventata di aria pulita, mentre gli eventi, pubblici e privati, che ammorbano l'ambiente sono tanti e in continua crescita. E' mio convincimento che tutto il marciume è generato dalla politica che non è più servizio, ma è diventata interesse di pochi a danno di molti. Mi viene in mente le definizione che Camilleri, tramite Montalbano, da della politica: l'impegno del politico di seppellire nella merda l'avversario. Noi, dice Camilleri, siamo i fornitori della merda. In essa affoghiamo anche noi, aggiungo io. Condivido il pensiero dell'illustre scrittore e mi domando e quindi Le domando: cosa fare? Mi consenta di dire la mia, in attesa, se vuole, di leggere la Sua. Uno, tenere la schiena dritta, come dice l'onesto e ottimo Ciampi; due, restituire alla scuola alle sue funzioni educatrici e dare agli insegnanti e a tutti gli altri dipendenti di istituti o uffici o organizzazioni, di eleggersi il capo a tempo determinato e con la prospettiva di ritornare all'ufficio precedente a incarico finito. Dopo essere stato Guardiano, il monaco, ritorna ad essere Converso. Questa è bella, lo deve ammettere anche Lei! A tal proposito devo dire che nella scuola che io penso non dovrebbero esserci simboli, ma la scuola che vivo è piena di simboli. Il dirigente, nominato dall'alto, è il peggiore dei simboli che fa a pugni con la sbandierata autonomia. La attuale gestione tende a ridurre sempre di più la libertà di insegnamento. Si va avanti per progetti e chi non è d'accordo viene messo da parte. Il dirigente può e i progetti hanno sostituito i programmi e, a parer mio, sono diventati strumenti di gestione del potere e non di educazione. Mi scusi se qui mi sono attardato troppo, ma la lingua batte dove il dente duole; tre, educare tutti al rispetto del prossimo ed alla legalità. Per far questo la scuola non basta. L'onesta intellettuale, la scuola, il diritto e i doveri, il rispetto del prossimo stanno alla base di tutto il nostro futuro. Se semplificassimo le cose, se restituissimo alle varie comunità il potere vero e la responsabilità di darsi il capo, certamente potremmo tutti guardare con ottimismo al nostro futuro. Chiudo con due notazioni: uno, dalle mie parti comanda la mafia. Cosa fare? due, sono per il proporzionale con sbarramento (significativo), premio (risicato) di maggioranza e diritto rappresentanza delle minoranze. Non mi piacciono la ammucchiate: troppo rischioso! Un invito. Faccia (fate) una inchiesta sulla donna (un lusso, per C. Alvaro) e una sulla mafia (una tragedia, per me) di una terra chiamata Calabria.
PRIMA PAGINA: BOCCIATE NOSTRA FIGLIA
da Nene Martelli

A proposito dell'articolo di Massimo Gramelini comparso sulla STAMPA di ieri mercoledi 17 agosto2005 "Bocciate nostra figlia", mi piacerebbe sapere quali titoli, oltre quelli politici bisogna avere per acquisire il diritto di insegnare, nelle scuole di tutti i livelli. Per mia esperienza personale so che quando un professionista è fallito nel suo settore si mette ad insegnare. Se un ragazzo malgrado le isufficienze accede alla classe superiore, accumula "debiti che negli anni seguenti " lo renderanno inadeguato a qualsuasi progresso per cui diventa un disadattato che occuperà il tempo nei modi più insensati. Rovinandosi la vita per sempre. Pochi sono coloro che malgrado le lacune accumulate a scuola e sono i superdotati che sapranno realizzarsi ugualmente, gli altri andranno a aumentare la folta schiera di dusdattati e delinquenti. I poeti e gli artisti in genere stufi di lottare con la burocrazia e il magro stipendio se ne vanno.
PRIMA PAGINA: TERRITORI OCCUPATI
da Giovanni Anzivino

Condivido il giudizio sulla Sua simpatia, ma soprattutto la sensazione di onestà intellettuale che trasmette (non la conosco abbastanza da esprimere un giudizio che vada oltre le sensazioni!): A proposito della questione relativa al ritiro dei coloni e al perchè non si lascino le case e le attrezzature per i Palestinesi che eventualmente potrebbero usufruirne, ho sentito in trasmissioni gornalistiche anche di RadioTre che esiste un accordo tra l'Autorità Palestinese e il Governo israeliano per l'abbattimento. Il motivo non sarebbe quello di cui ha parlato l'ultimo ascoltatore, ma quello di evitare episodi di corruzione nella gestione delle assegnazioni. Mi pare che Radio Tre Mondo abbia approfondito tale argomento.
PRIMA PAGINA: VARIE
da Massimo Benà

Ben tornato a Prima Pagina e complimenti per come conduce la trasmissione in modo leggero, ironico e a volte scanzonato. Mi chiamo Massimo Benà, Le scrivo da Rovigo e, molto sinteticamente, Le sottopongo due argomenti:
1) il premier continua, con grande superficialità, a rappresentare un’Italia che non c’è; mentre lui parla di barche che vede davanti alla sua villa in Sardegna a me è capitata una situazione che io ricordo di aver vissuto (tramite i miei genitori) solo da bambino: Un conoscente mi ha telefonato per chiedermi dei soldi in quanto non riesce a tirare avanti; non per pagarsi i lussi ma per pagare l’affitto! Secondo Lei Berlusconi e tutte le altre belle facce di politici che giorno e notte invadono le nostre case e che vivono nell’agio sono in grado (o in condizioni) di capire che in Italia ci sono sempre più persone nelle condizioni di chi mi ha telefonato? E se sono in grado di capirlo perché non danno per primi il buon esempio riducendosi le loro lautissime prebende? E infine, quale spiegazione antropologica da’ a chi, povero, disoccupato, operaio o comunque di fascia sociale bassa ha comunque votato questo centro destra il cui padrone è uno degli uomini più ricchi del pianete e dunque quanto di più lontano c’è dalla loro condizione (non che a sinistra ci sia tanto di meglio però almeno le distanze non sono così microscopicamente siderali)?
2) Lei abita in una regione a statuto speciale (bella e ben conservata per fortuna); come Le è noto le ragioni a statuto speciale sono fonte di sprechi e privilegi incredibili (pensi alla Sicilia e al recentissimo aumento di stipendio di 400 Euro che si sono votati i consiglieri regionali); ritiene giusto che, nel 2005 in piena era di globalizzazione, esistano ancora le regioni a statuto speciale?
Non le faccio perdere ulteriore tempo anche se avrei altre cose da chiederLe. La saluto cordialmente.
PS: Ma che fina ha fatto il PA-PO-PO?
PRIMA PAGINA: RIFIUTI
da Alessandro Borgnolo

Buongiorno subcomandante di caterpilleriana memoria, ma anche pregiato conduttore della rassegna stampa di rai 3. Volevo intervenire in proposito alla questione Tassa-tariffa relativamente allo smaltimento dei rifiuti. Esiste un decreto legge (22/97 o altresì detto "decreto Ronchi") che all art. 49 comma 4 prevede l'introduzione di una tariffa al posto della tassa, cioè pagare per la quantità di rifiuti consegnati e non per il mq occupati. Esistono molti esempi di diverse applicazioni di questo principio sulle cui modalità decidono i singoli comuni: chi raccoglie i sacchetti porta a porta e li pesa, chi scala la raccolta differenziata, chi ha cassonetti con badge..., comunque si tratta di un passaggio non banale perchè avere un sistema che misuri in modo certo, economico ed efficente è difficile. La sua proposta di legare questa tassa al consumo dell'acqua non mi sembra ineccepibile, ad esempio farebbe una discriminazione tra chi ha un giardino e che vive in appartamento.
Ho un'idea di queste cose perchè mi occupo anche di riufiuti lavorando per l'ARPA del Friuli Venezia Giulia. Devo anche dire che si tratta di una materia complessa e un po' caotica, in cui interessi, abitudini radicate, preconcetti e difficoltà tecniche oggettive fanno si che tutto sia molto lento. Bisogna anche dire che un po' in tutta Italia, chi più chi meno, in tutte le Regioni la situazione cambia, lentamente, ma cambia in meglio. Speriamo che cambi sempre più velocemente, come spero lei ritorni a prima pagina per offrirci la sua verve di primo mattino.
PRIMA PAGINA: DEMOLIZIONI
da Clara Mancini

Buongiorno caro Claudio, per quanto riguarda il quesito sulla demolizione delle case degli israeliani mi risulta che dipenda dal fatto che siano poche e troppo grandi (150m2)Visto il grande numero di palestinesi bisognosi di alloggi le autorità hanno ritenuto più opportuno costruirne di nuovi per soddisfare la grande domanda e per creare nuovi posti di lavoro per tutti i disoccupati della striscia di Gaza.
Confermo, è un piacere ascoltarti la mattina:
primo,condivido quello che dici
secondo, mi sembri poco stressato evidentemente a casa ti fanno un sacco di coccole!!
PRIMA PAGINA: OSCURAMENTO RADIO RAI
da Mariella Moretti

Gentile giornalista, Le espongo il problema dell'oscuramento reti RAI dopo il passaggio a FM lo scorso giugno. In diverse zone d'Italia, tra cui la zona Loreto a Milano, radio RAI 3 non è più udibile perchè si sovrappongono altre frequenze. Per chi da anni segue per esempio Prima Pagina è un impoverimento notevole. Ho dovuto andate in ferie per riuscire a risentirla. Dopo aver telefonato ai vari numeri RAI e averne avuto risposte vaghe o esilaranti, del tipo "non creda di essere la sola a lamentarsi; ah sì? - segnaleremo; mancano i ripetitori; lo sappiamo benissimo - tanti si lagnano da tutta Italia; manderemo un tecnico...; ma davvero?! " , ho segnalato più volte il fenomeno alla redazione di prima pagina, dove mi hanno risposto che a loro volta avrebbero segnalato. (...) Potrei avere il suo parere sull'argomento? Le risulta che altri giornali ne abbiano parlato?
PRIMA PAGINA: SGOMBERO DI GAZA
da Renato Contillo

Ho sentito stamattina a Prima Pagina l'intervento di una signora che chiedeva i motivi della distruzione delle case abbandonate dai coloni nella striscia di Gaza. Non conosco i motivi del comportamento israeliano, posso però fare alcune osservazioni in merito. Anzitutto, visto l'odio che corre fra coloni israeliani e palestinesi, non mi sorprende affatto che, andandosene via, gli israeliani non vogliano far trovare niente di usabile, anzi probabilmente lasceranno il territorio nelle peggiori condizioni possibili. Al di la degli aspetti emotivi, due punti sottopongo alla sua attenzione:
1- quale uso i palestinesi facevano di quelle terre prima dell'invasione israeliana. Se il territorio era soggetto a coltivazioni agricole, un insediamento abitativo rappresenta un ostacolo anche per i prossimi utilizzatori.
2- Quando anche i palestinesi volessero costituire degli insediamenti abitativi nelle zone lasciate libere, penso che le case costruite per i coloni non andrebbero bene per i palestinesi. La questione principale è la disponibilità di acqua. Gli israeliani avevano case dove si faceva un impiego esteso (all'occidentale) di acqua, se il ricordo di praticelli verdi visti nei reportage televisivi di questi giorni non mi inganna; i palestinesi non hanno acqua in quantità tale da poter continuare pratiche abitative analoghe; non ne avevano prima, quando non erano disponibili le attuali tecnologie, in buona misura inventate proprio dagli israeliani, non ne hanno ora, perché l'acqua è stata accaparrata da questi ultimi.
Ho letto da qualche parte che il consumo pro capite di risorse idriche per i palestinesi è un decimo di quello israeliano, che le sorgenti idriche dell'area sono praticamente tutte in mano israeliana, anzi c'è chi dice che il motivo principale dell'espansionismo israeliano sia proprio nel controllo dell'acqua, in vista di un impiego agricolo estensivo. Ecco, penso che la disponibilità di acqua sia la risposta a molte domande espresse ed inespresse sulla crisi arobo-israeliana.
PRIMA PAGINA: ENERGIE ALTERNATIVE
da Enrico Pistelli

Caro Sabelli, le scrivo prima di tutto per ringraziarla dell'impegno che sta profondendo proprio in questa settimana ferragostana come conduttore di Prima Pagina. Non deve essere un compito facile, di questi tempi e di queste lune. Io sono ormai un assiduo ascoltatore della radio. La TV non mi attira più, troppa spettacolarizzazione, troppa immagine e pochi contenuti. In radio, al contrario, senza contenuti, resta solo la bella voce di una donna, e la musica, ovviamente!
Mi interessano in particolare i programmi di attualità politica, scientifica e non solo. Volevo chiederle se potrebbe farmi il favore di approfondire l'argomento Energie alternative, che lei ha avuto l'occasione di accennare proprio oggi, ricordo la sua frase:
- Le energie alternative non potranno mai sostituire l'energia del carbone, del petrolio, e del nucleare -
Avendo io già ascoltato, proprio in radio, altri interventi, di scienziati, di esperti, di politici e anche di giornalisti, che prevedevano l'esaurimento del petrolio tra un centinaio di anni circa, quello del carbone forse fra duecento e dell'Uranio fissile addirittura fra trent'anni, mi chiedo:
Come faremo a tirare avanti, visto anche l'incremento demografico, lo sviluppo economico del mondo globalizzato che sembra senza freni?
Dobbiamo aspettarci nel prossimo futuro una catastrofe energetica, un brusco ridimensionamento delle nostre pretese di energia a buon mercato o qualcosa di peggio?
PRIMA PAGINA: IL CROCIFISSO
da Franco Casarsa

Caro giornalista, si è capito bene che lei, il crocifisso, lo eliminerebbe. Perché non elimina anche l'arte sacra, ossia quasi tutta, o la musica sacra, o la Divina Commedia. La nostra storia, in breve. Lei mi ricorda i sessantottini, o i matematici bourbakisti (quelli fanatici dell'insiemistica, che volevano cancellare Euclide). Gente talebana, che vorrebbe ricominciare da zero la storia.
PRIMA PAGINA: ETICA E POLITICA
da Ascanio De Sanctis, Roma

Ormai , e finalmente, da quasi tutte le parti si invoca la questione morale ed un conseguente codice etico per la politica. Si sta perciò sviluppando, a valanga, un dibattito che approfondisce la tematica ma è ben lungi dall'apportare risultati in tempi brevi. Potreste Voi , come "Cittadinanzattiva", portare avanti un approccio più pragmatico partendo, a solo titolo di esempio, dalla trasparenza? Potreste chiedere ai vostri associati e simpatizzanti di indicare criteri efficienti ed efficaci per:
-la trasparenza negli esami di qualsiasi livello: università, concorsi pubblici e privati ;
-la trasparenza negli appalti pubblici .
L'obiettivo dovrebbe essere quello di giungere a proposte per provvedimenti immediatamente applicabili in settori ove non è operante il principio delle pari opportunità tra cittadini e/o tra imprese.
Progressivamente dovrebbero essere affrontati altri problemi ben individuati, senza attendere la soluzione globale della questione morale. Ciò non toglie che si debbano effettuare tutti gli sforzi, di lungo periodo, per migliorare noi stessi ed i nostri giovani.
PRIMA PAGINA: CROCIFISSO
da Pietro De Marco

Caro dott. Sabelli, sentendo che ritiene (con tutto il garbo che Le è proprio) di tornare spesso, e in negativo, sulla questione Crocifisso negli spazi pubblici Le allego, un po' con imbarazzo, qualche pagina che mi è avvenuto di scrivere sull'argomento, dopo Ofena; particolarmente sulla rilevanza del Crocifisso nel plesso simbolico, costitutivo della tradizione civilizzazionale cristiana. Lei ha detto qualche volta di "non capire perché ecc."; so che è una buona formula retorica, ma "capire perché" il Crocifisso sia da secoli e resti in piena evidenza negli spazi urbani (chiese, edicole, palazzi pubblici), come nei grandi spazi del nostro paesaggio (monti, campagne, mari), non è comunque difficile. La presenza del Crocifisso negli interni pubblici, di cui si discute (strumentalizzando l'attuale tensione multiculturale, anche italiana), è organica ad una più generale e fondante presenza, ed è pro-memoria di noi stessi. Si può esaminare l'opportunità di una presenza in questo o quel luogo; ma la regola resta la presenza; l'assenza (il togliere) è l'eccezione.
Ancora complimenti, comunque, per la Sua attenta conduzione e vive cordialità
PRIMA PAGINA: CHI E' DEGNO?
da Flavio D'INCÀ, Lithuania

B16 (Papa Benedetto 16º) mi comunica che se non credo in Dio perdo la mia dignitá. L'arroganza e il fondamentalismo di B16 sono terrorismo sociologico. Utilizza il metodo G.W.Bush: terrorizzare il prossimo per spingerlo a fare ció che il predicatore desidera. Conclusione: io non ho bisogno di essere credente per sentirmi degno; lui (B16), invece, ha bisogno del suo Dio. Allora, chi é piú degno? É degno chi si sente bene da solo nel deserto o chi non sa stare solo nella folla?
PRIMA PAGINA: PREGHIERA
da Ugo Pierri

Dalla parte della povera gente, caro Sabelli, per favore
PRIMA PAGINA
da Fausto Baretto

Caro sig. Sabelli, la interpello con un " caro ", in modo forse un po’ maleducatamente affettuoso perdonabile in quanto suo lettore ed estimatore da moltissimo tempo. Mi chiamo Fausto Baretto ho 74 anni, vivo in Ovada ( AL) e seguo fedelmente " Prima pagina" dall’origine !
Come tutti sono entusiasta della trasmissione e , in pratica , conosco tutti i giornalisti anche perché sono un appassionato lettore di quotidiani. Ora io le invio questa mia , sperando che mi voglia scusare, per darle un suggerimento proprio sulla conduzione della trasmissione. Tenga presente che il Conduttore ideale è quello che, scorsi velocemente i titoli più importanti, ne seleziona un ridotto numero e li cita inizialmente ( anche senza specificare le testate). L’importante e mai farsi prendere la mano di leggere un titolo, specificare la testata, ripeterlo praticamente uguale per un’altra testata e così di seguito. Errore madornale che toglie spazio alla lettura, per quanto più possibile integrale, degli editoriali o di altre notizie ( lettera di Fassino, nella prima trasmissione, per esempio).Nella seconda giornata mi pare che lei abbia già corretto il tiro…
Debbo aggiungere , poi , che i più bravi giornalisti riescono a dare una pennellata di insieme di quanto vi è di rilevante e curioso nei quotidiani, e , quando ne hanno il tempo, entrano nei particolari e nei commenti personali, sempre graditi. Obbligatorio ogni puntata, dare una notizia " bella" , normalmente per ultima, in modo che il povero ascoltatore, bombardato da pessime notizie di stragi, omicidi, corruzioni, finanzieri senza scrupoli, vergognose dichiarazione di politici, berlusconate, veline, ecc, possa rimanere con un minimo filo di ottimismo in questa Italia dove ci rimane Ciampi e poco altro. Anche in merito alla necessità che i quesiti siano brevi e le risposte altrettanto brevi, il criterio intelligente e dato non dal numero dei partecipanti ( a suo tempo lo sono stato anch'io), ma dall'interesse dell'argomento, naturalmente sempre nei limiti della logica.
Non so cosa pensi di questa mail, ma , come lettore che tante volte si è divertito delle sue pungenti ed intelligenti domanda ( in carte scritta) e risposte ( alla radio), ho sentito la necessità di farlo.
La ringrazio e la saluto augurandole … buon lavoro e mi saluti Trento!

18.8.05

PRIMA PAGINA: CROCIFISSO
da Silvio Gori

Egr. Dr. Sabelli, ascolto sempre con piacere la trasmissione "Prima Pagina", ma il piacere è veramente altissimo quando il conduttore è lei per il suo modo di rispondere alle domande pacato, ma fermo, franco ed esplicito. Devo dire in verità che il grande piacere viene anche dal fatto che quasi sempre lei esprime concetti che coincidono con il mio pensiero. Le scrivo però perché non sono d'accordo con lei riguardo al referendum sulla presenza del crocifisso negli ambienti pubblici. Vede, il punto è molto semplice: con l'ultima modifica fatta da Craxi dell'infausto Concordato inserito nell'Art. 7 della Costituzione (conseguenza della infame decisione di Togliatti di votare a favore e i voti comunisti furono determinanti!), fu stabilito che la religione cattolica non fosse più religione di Stato. Come conseguenza avrebbe dovuto essere imposto con una circolare governativa di togliere il crocifisso da tutti gli ambienti pubblici statali e del parastato (scuole, tribunali, comuni, uffici vari....) e la cosa doveva chiudersi così. Il referendum in questo caso non ha senso, ammetta pure che il risultato fosse a larghissima maggioranza di mantenerlo, dovremmo di conseguenza imporlo alla restante minoranza? Le parrebbe giusto?Se lo Stato (come normale in democrazia) non ha una sua religione non si debbono esporre negli uffici pubblici i simboli di alcuna religione anche se professata dalla maggioranza della popolazione.
PRIMA PAGINA: CELLULE STAMINALI
da Maria Grazia Nibbi

E' passata quasi sotto silenzio la notizia sulla scoperta sull'uso delle cellule staminali embrionali per curare alcune malattie del cervello tipo il Parkinson come riporta la notizia Ansa del 16 agosto che le metto in calce.Alla luce di questa notizia vorrei una sua opinione sulle probabilità di utilizzo in Italia in funzione della nuova legge sull'uso delle cellule staminali umane. Cosa ne pensa inoltre della quasi totale mancanza, specialmente da parte della televisione Rai, di informazioni così importanti e forse anche determinanti per chi soffre di queste patologie
PRIMA PAGINA: L'ALBERO DEI NEONATI
da Giuseppe Bisignano

Egregio dottor Sabelli Fioretti, domenica mattina sul Gazzettino di Venezia la dottoressa Graziottin ricordava con nostalgia l'iniziativa del padre di piantare alla sua nascita un albero. A partire dal 1992, comunque, esiste una legge che impone ai Comuni "di porre a dimora un albero per ogni neonato" (L. 29 gennaio 1992 nr. 113).
PRIMA PAGINA: TARSU
da Marco Marchisio

Caro Claudio, sono contento che tu commenti i giornali della settimana. E' simpatico sentire la tua voce ed i tuoi commenti che sdrammatizzano un po' la situazione di merda in cui ci tocca di vivere. Ho sentito che si sta commentando la telefonata di una signora che si lamentava per l'entità della tassa sui rifiuti. Ha ragione. I comuni ormai sono affamati di soldi, e pompano dove possono. Con mia moglie poco tempo fa commentavamo che ormai (avendo due case e due box piuttosto grandi) spendiamo più di TARSU che di cibo. E comprare da mangiare non costa poco!! Forse, per alleviare la pena, dovrebbero almeno cambiare il nome alla tassa. Infatti, sono proprio curioso di sapere perché si deve pagare una tassa sui rifiuti, quando se abiti da una parte, non produci rifiuti dall'altra, e le automobili (che già pagano altre imposte per conto loro, che viaggino o stiano ferme) rifiuti non ne producono. Inoltre, per principio, compostiamo tutti i rifiuti organici, conferiamo il vetro al vetro, la plastica alla plastica, la carta alla carta, il metallo al metallo, le pile alle pile, i medicinali ai medicinali.... I nostri sacchettini di spazzatura sono di una miseria... e pensare che paghiamo decine di euro per Kg. di rifiuti, ci fa un po' incazzare. Se invece della cartella per la TARSU, ricevessimo delle cartelle per "BALZELLO SULL'ESISTENZA", ci incazzeremmo lo stesso, ma almeno non colpevolizzeremmo il povero sacchettino dei rifiuti. A proposito: i Napoletani, la TARSU come diavolo la pagano?
Senza polemica. Buon lavoro.
PS - mi sono dimenticato di dire che il comune dove risiedo (NETRO, in provincia di Biella), mi ha regalato un bellissimo compostore, che naturalmente ho messo subito in funzione) e che dice di aver ridotto lo scorso anno la TARSU del 5%. Sarà vero, ma è così cara, che non mi sono accorto. Comunque il comune mi pare che abbia un buon servizio di raccolta rifiuti.
PRIMA PAGINA: INTERCETTAZIONI RADIOTELEFONICHE
da Massimo Puleo

Me l'ero scordato che Csf conduceva la settimana zoppa di Prima Pagina, ma stamattina l'ho intercettato: sempre godibile l'ascolto. Sfruttando il privilegio di essere bloggista di lungo corso gli pongo qualche spunto proprio sull'argomento intercettazioni. Sono siciliano, quindi probabilmente più intercettato di voi italiani: non me ne lamento perché non ho (quasi) nulla da nascondere e perché ritengo che serva anche alla mia sicurezza. A quanto pare non tutti la pensano così. Se non erro i parlamentari godono già di odiose guarentigie anche in questo campo, e a tale proposito chiedo: cosa vuol dire che per intercettare un onorevole si deve chiedere l'autorizzazione alla Camera di appartenenza? Che senso ha una tale norma?Tutt'altra questione è quella dei resoconti delle telefonate che vanno a finire sui giornali: pratica odiosa e devastante da punire severamente, a mio avviso. Comunque adesso il premier in persona metterà fine agli abusi dei magistrati limitandone l'uso alle sole indagini di terrorismo e mafia. Magari rendendo inutilizzabili quelle già acquisite per reati tipo falso in bilancio o compravendita di giudici. Che vergogna quest'Italia.
PRIMA PAGINA: FONTI RINNOVABILI
da Glauco Masotti

Egr. Dott. Sabelli Fioretti,
l'ho sentita stamattina affermare che le fonti rinnovabili di energia non potranno che costituire un apporto marginale al nostro fabbisogno. Ebbene credo che qui non si tratti di opinioni, ma di un'informazione errata che dovrebbe correggere.
L'energia totale che il Sole invia sulla Terra ogni anno è pari ad oltre 8000 volte i nostri attuali consumi, e circa 2500 volte è quella captata dalle sole terre emerse! E' quindi evidente che ci basterebbe riuscire a sfruttarne solo una minima parte per vivere felici e contenti. Tanto più che le tecnologie per farlo già esistono!
Così come esistono tecnologie che ci consentirebbero di continuare a godere degli attuali confort consumando solo una frazione dell'energia e dei materiali attuali. C'è bisogno di ripetere che la nostra è una società basata sullo spreco? Che si traduce in inquinamento e degrado dell'ambiente in cui viviamo, quindi in definitiva in peggioramento della nostra vita e ancor più di quella delle generazioni future? Il fatto che queste tecnologie non si affermino e che continuiamo imperterriti in stili di vita "suicidi" mi pare ovvio che sia dovuto essenzialmente a precisi interessi economici.
Tuttavia alcuni paesi si sono avviati su una strada virtuosa, ad esempio in Europa, Germania e Spagna, in linea con le direttive europee, hanno adottato piani energetici che prevedono quote importanti (oltre il 20%) dovute a solare fotovoltaico ed eolico. Queste fonti si prestano particolarmente alla produzione diffusa di energia, per cui dovremmo anche smetterla di pensare in termini di "centrali"! Il tetto di ogni casa potrebbe produrre energia da immettere in rete con l'installazione di pannelli fotovoltaici o di piccoli aerogeneratori, che anche in termini di "impatto visivo" non darebbero fastidio a nessuno. La diffusione a livello di massa di questi impianti causerebbe ovviamente la riduzione del loro costo a livelli finalmente competitivi, ma questa della produzione decentrata è però una rivoluzione che, come potrà ben immaginare si scontra con attuali ben precisi interessi.
Molto interessante è anche la tecnologia introdotta da Rubbia del "solare termodinamico" e sperimentata nella centrale Archimede di Priolo, in quanto risolve brillantemente il problema dell'accumulo dell'energia, consentendo la produzione di energia elettrica dal Sole anche di notte o quando è nuvoloso. Non potrei essere più bravo di Rubbia nello spiegare come funziona, per cui la rimando ad una sua intervista: http://www.repubblica.it/2004/e/sezioni/scienza_e_tecnologia/archicentrale/archicentrale/archicentrale.html
Se vuole approfondire troverà utili questi riferimenti:
http://www.fondazionemicheletti.it/allegati/572569668_2005.02.23_Il%20fuoco%20oro_Nebbia.pdf
http://www.copit.org/QC5.pdf
http://www.amblav.it/Download/RAPID-Energia_rinnovabile.pdf
Così come numerosi altri che potrà facilmente trovare in rete con qualsiasi motore di ricerca.
PRIMA PAGINA: ENERGIE ALTERNATIVE
da Marco Rossi

Egr. Dott. Sabelli Fioretti,
se vuole avere rapidamente un quadro generale sulla situazione mondiale e italiana riguardo le "energie alternative" può leggere l'articolo sul National Geographic Italia di agosto, se non l'ha già fatto.... Nel secondo caso avrà letto che entro cinquant'anni (che sono davvero pochi...), le scorte attuali di petrolio dovrebbero finire e venir sostituite con una serie di energie alternative integrate (solare, eolico, biomasse, nucleare, geotermico...). Sono d'accordo con Lei che le proteste degli ambientalisti a riguardo dell'energia eolica sono eccessive. Sono iscritto al WWF ma non per questo penso sia giusto protestare contro ogni iniziativa che abbia qualche controindicazione, perchè ogni forma di energia ha i suoi pro e i suoi contro. Le torri eoliche sono rumorose e deturpano il paesaggio...? Bisognerà farci comunque l'abitudine se, come giustamente dice Lei, vogliamo continuare a consumare come oggi. Mi sembra più facile far passere l'idea di vedere all'orizzonte dei moderni mulini a vento che dire alla "gente", di punto in bianco, di rinunciare a tutto o a buona parte dell'armamentario di tecnologia e comfort di cui gode ogni giorno.
PRIMA PAGINA: RATZINGER E IL CROCEFISSO
da Sandro Masini

A mio parere papa Ratzinger, con la sua richiesta che il crocifisso stia nelle sedi istituzionali ha palesemente violato i patti lateranensi e il nuovo concordato (legge 121/85)che sanciscono che la chiesa cattolica e lo Stato, ognuno nel proprio ambito, sono indipendenti e sovrani.
Nessuno contesta al papa tedesco Ratzinger di dare disposizioni che in tutti i locali dello Stato della Città del Vaticano sia esposto il crocifisso, come anche ai cattolici di esporlo all'interno delle loro abitazioni; ma non ha titolo di dare alla Repubblica Italiana disposizione che tale simbolo sia esposto nelle sedi istituzionali.
Siamo diventati uno Stato a sovranità limitata? Siamo diventati uno Stato teocratico? E' vergognoso che il nostro governo non protesti di fronte a questa ingerenza! Ma questa opposizione che fa, tace?
È triste constatare che se anche si cambia la maggioranza che governa l'Italia , non cambierà nulla!
PRIMA PAGINA: GLI ALTI PREZZI
da Franco Bondi

Ho apprezzato in particolar modo le sue risposte a Prima pagina riguardo il crocifisso, la religione (considero l' esistenza delle religioni la conferma che il "medioevo" non è ancora finito),nonchè la difesa per legge dei grandi marchi (vedi la multa vergognosa appioppata alla povera turista. Non potrebbe essere una risposta ad hoc l' iniziativa da parte degli albergatori della zona di pagare loro quella multa attraverso un piccolo contributo (anche con offerte spontanee da parte dei clienti stessi)? Sarebbe uno schiaffo morale a tanta stupidità. La sua risposta sull' argomento che riguarda gli alti prezzi la trovo interessante. C'è da dire poi che non sempre gli alti prezzi sono giustificati da alti costi di progettazione. Basti ad esempio il costo sempre alto di una nota marca di magliettine polo che sono sempre le stesse da almeno 50 anni e che di valore aggiunto hanno solo quello di una piccola quantità di cotone un po' più buono.
A parte il fatto che le piccole fabbriche potrebbero fare a meno di produrre merci falsamente griffate ma potrebbero vendere il loro prodotto con il LORO marchio cercando di crescere (un po' di orgoglio non ci starebbe male) e che a quel punto non ci sarebbero più gli estremi per le multe, un dicorso sui prezzi troppo alti potrebbe essere fatto per tante altre cose (i compact disk, per esempio).Se costassero poco se ne venderebbero molti di più. La gente godrebbe di più, il settore occuperebbe più addetti e il problema sparirebbe o non avrebbe motivo per essere così evidenziato.
Lo stesso discorso potrebbe valere per i Bar. Tanta gente che fa colazione a casa tornerebbe ad affollarli con incremento del piacere per la gente stessa e dell'occupazione nel settore (ci hanno mai pensato i "baristi" che i prezzi applicati dai loro padroni alla fine penalizzano i dipendenti stessi? Ad HONG KONG pare che sia più economico (e anche più comodo) mangiare fuori casa.
Anche su questo siamo nel medio evo ( o non sarà forse una inevitabile forma congenita della scatola cranica occidentale e italiana in particolare?)
Riguardo poi le varie "associazioni dei consumatori" avrei qualche perplessità. L'arma del ricatto o, meglio, del boicottaggio potrebbe essere l'arma vincente nei confronti di tante lobbies e corporazioni (assicurazioni, case automobilistiche, gli stessi esercenti della ristorazione,gli avvocati etc.). Le associazioni che dovrebbero difendere i consumatori potrebbero coordinare azioni di boicottaggio nei confronti delle categorie che approfittano troppo delle situazioni e di leggi spesso ipocrite fatte apposta per fregare la gente da parte di politici ben foraggiati. Ma non lo fanno...
Sarebbero tante le cose da dire, ma non voglio tediarla troppo. Anche se temo di esserci riuscito...
Riguardo i giornalisti, anche se sono un grande estimatore del povero Sig.G (ma non per moda ) credo non possano fare (o dire )di più di quanto da Lei detto. In fin dei conti sono sempre dei dipendenti. E ci vuole un bel pò di coraggio a parlare fuori del coro riguardo la Chiesa.
PRIMA PAGINA: UNIPOL
da Daniele Ferrato

Poco tempo fa il Dr . Montezzemolo , con stilosa e stizzosa alterigia, aveva "starnazzato" dal suo pulpito (molto pulp) che Unipol era meglio che si occupasse soltanto dei supermarkets.
Mi sembra che in Italia , tutte le volte che le forze cooperativistiche italiane organizzate decidono di ampliare la propria azione in difesa del lavoro attraverso l'espansione del reddito di impresa , ci sia una levata di scudi. ( a partire dall ' Agip di Mattei).
INVIDIA di Montezzemo e famiglie affini che non hanno più i soldi per l'ennesima partecipazione azionaria ? Il loro Stato liberista non li sovvenziona più ?
Si preferisce l' "olandese volante" - Ambro - oggi è qui , domani è là ?
In fin dei conti perchè dobbiamo lasciare alle FAMIGLIE CAPITALISTCHE - molto esigue ed esangui - l' onere dell'arricchimento ?
Il "padrone bbuono" ha sempre detto che investe in" finance " per proteggere i lavoratori e la sua famiglia.
E perchè non è concesso a Unipol - una grande forza della cooperazione.
Per me sbaglia chi asserisce che le cooperative non pagano le tasse e quindi hanno meno diritti delle allegre FAMIGLIUOLE sopracitate e magari dotate di "bravissimi commercialisti creativi" - molto piu' bravi che non come ministri...
UNIPOL BANCA SPA ha un assetto come tutte le altre Banche solo che funziona meglio delle altre banche. ( parola di cliente 56enne ).
PRIMA PAGINA: FENOMENI DEGENERATIVI
da Giampaolo Pellegrini

Egregio sig. Sabelli
Scrivo a Lei come avrei potuto scrivere a qualunque altro giornalista. Il momento , e quindi la persona che conduce il programma, è casuale e motivato dalla insopportabilità dell' ipocrisia della questione morale che i media ci propongono in modo pervasivo.
La parte maggioritaria del PIL dei paesi più sviluppati (circa 60%) è prodotta dal settore dei servizi. Questi sono stati , quasi totalmente, messi in opera dal pubblico ,quindi "governati" politicamente. C'è un filo, rosso o nero a piacere, che parte da tangentopoli ed arriva ai giorni nostri passando attraverso le modificazioni politiche interne, in senso maggioritario e federalista.
Queste hanno ampiamente contraddetto la richiesta "popolare" di un minor peso della politica aumentando quello della locale, ed il suo costo, senza alleggerire in nulla il costo vivo di quella nazionale ed europea, altra "perla" nel filo di cui sopra e origine di molti intrecci, spesso perversi, con le vicende nostrane
E' pensabile che quella "fettona" del PIL non eccitasse appetiti? Certamente no, dopo aver delocalizzato in paesi terzi tutte le produzioni materiali possibili.
Così inizia la storia delle privatizzazioni, che non riguarda e non è una vicenda solo italiana, ma un fenomeno della "globalizzazione". A questo punto sarebbe opportuno domandarci quali siano le responsabilità della politica a partire dalle firme sui trattati internazionali che hanno sancito questo indirizzo. certamente oggi ne vediamo gli effetti. La politica locale e nazionale cerca di favorire il capitalismo "degli amici" a cui fornisce strumenti per entrare negli assetti azionari delle "quasi" ex aziende pubbliche. Queste ultime vengono , per decisione politica , passate da una gestione sottoposta al diritto pubblico ad una sottoposta al diritto privato (S.p.A.). La prassi a questo punto è la diversificazione dei rami aziendali e talvolta la creazioni di aziende terze che entrano su mercati lontani da quello di partenza. Effetti? Gli incarichi di prestigio economico, di nomina politica, decuplicano (vedi esempi allegati) e nella maggioranza dei casi cresce l' indebitamento. Poi, in ottemperanza , a quel patto di stabilità europeo sottoscritto dai nostri politici, è impossibile il rifinanziamento per cui si devono reperire capitali privati (che non alterano il patto) e il gioco è fatto. Tutti i politici che arrivano a cariche di rilievo,da sindaco in su, hanno un qualche posto direttivo in una di queste ex aziende che di fatto sono controllate dal "socio" di minoranza tramite il debito. Così si gabba "tangentopoli", basta corruttori e/o concussori , finiti, tutti "soci", alcuni concorrenti.
Non aggiungo altro sapendo che certamente Lei, e la quasi totalità dei sui colleghi, avete conoscenze maggiori delle mie in materia. L' invito , mi scusi se mi rivolgo a Lei soltanto, è a smorzare i toni ed evitare di dare visibilità a qualunque moralizzatore la cui evidente ipocrisia è una molestia che aggrava il danno della degenerazione civica, intellettuale,morale e politica che è in crescita costante a partire da tangentopoli. L' alternativa sarebbe metter nelle piazze mediatiche tutto il "malloppo" delle contraddizioni,ma dubito che si troverebbero lettori attenti e pronti a trarne le logiche conseguenze. Dubito anche che esista la possibilità di farlo.
PRIMA PAGINA: SATIRA
da Stefano Dima

Gentile direttore Claudio Sabelli Fioretti,
considerato il Suo trascorso di direttore del settimanale satirico "Cuore", vorrei capire da Lei che cosa impedisca alla satira, divulgata a mezzo stampa, di esistere e "resistere" (anche senza doverlo ripetere tre volte) come pacifico, sacrosanto ed essenziale elemento di cultura, dibattito e riflessione politica di un paese civile, tenuto conto che, di quella televisiva, fruibile per un pubblico più vasto, e per sommi capi, forse, meno sottile, si è fatta tabula rasa con gli editti televisivi e l'ostracismo "ad personam".
Che sull'attuale sconfinato deserto sia ora plausibile aspettarsi non vedere, a breve, rispuntare neppure un filo d'erba, saremo d'accordo in molti.
Tuttavia, tornando con la memoria ai tempi del governo di centrosinistra le sorti, per la satira editoriale, non furono poi così felici (..."Boxer" e appunto "Cuore" ultima edizione, solo per citarne alcuni a memoria).
A cosa attribuire questa ecatombe, questo baratro editoriale prima ancora che totale?
Trascurando "Linus", che non mi pare propriamente un giornale satirico "tout court", esiste ancora qualche superstite a livello di "Cuore"?
In questa desolazione e appiattimento mediatico-culturale, che dopo essersi livellato rasoterra sta "scavando", (mi riferisco anche alla "tv spazzatura" dei "realities"...) "riabilitare" e riscattare la satira, almeno editoriale, non ci aiuterebbe, almeno per chi sa apprezzarla, a fare dell'umorismo e dell'autoironia un "antidoto" con cui "immunizzarci" per non assuefarsi (e consolarci) in questo "regime" soporifero micidiale?
Non sarebbe, perdipiù, un segnale di riscatto morale?
Noi "dal basso" come possiamo contribuire in questo senso?
Sentitamente la ringrazio e le formulo i migliori auguri per il Suo lavoro
PRIMA PAGINA: LA STRISCIA DI GAZA
da Ezio (?), Roma

La settimana scorsa una ascoltatrice ( conduceva il sig. Messina ) appartenente a una organizzazione umanitaria attiva nei territori, faceva presente che i palestinesi nella striscia loro restituita potranno realizzare ben poco. Innanzi tutto si parla di un milione di anime rispetto alle poche migliaia di coloni israeliani. Poi segnalava una serie di altre difficoltà oggettive quali i rifornimenti idrici in mano a Israele, le strade di accesso, il famoso muro che soffocherà ulteriormente la zona in questione. Certo, ci saranno cospicui finanziamenti da parte del mondo arabo ma la suddetta ascoltatrice concludeva che la restituzione della striscia non rappresenterà certo una svolta economica per il popolo palestinese. In sostanza, il valore della restituzione sarà essenzialmente simbolico e politico. Quella terra, in mano ai laboriosi coloni israeliani poteva essere in effetti una risorsa economica, in mano ai palestinesi sarà solo uno spazio nel quale potrà tornare un milione di profughi.
Premesso ciò, l'ottimismo mostrato dal sig. Messina nel rispondere all'ascoltatrice appare, a mio avviso, chimerico. Ma ora c'è un'importante differenza: quel dissenso internazionale nei confronti di Israele per la sua intransigente politica adottata nei territori ora andrà scemando. Sicchè la ripresa di attentati ecc da parte delle frange estremiste palestinesi non potrà essere più in alcun modo giustificata. E a quel punto Israele potrebbe agire forte di un diverso atteggiamento della comunità internazionale. Insomma quella della restituzione potrebbe essere null'altro che una mossa
geniale di Sharon. Capisco che sto facendo della dietrologia ma vorrei ugualmente un Suo cortese parere.

17.8.05

PRIMA PAGINA: CROCEFISSO E CROCEMOBILE
da Mirko Bedetti, Ariano nel Polesine

La polemica che da qualche tempo impazza sul opportunità o meno di installare il crocefisso sulle pareti degli edifici pubblici e meno è ormai ai limiti della sopportabilità. La disputa sembra essere tra due sole parti, cattolici e musulmani, non considerando le altre confessioni minori e soprattutto dimenticandosi che la vera minoranza stolida, pigra e silenziosa in questo caso è da individuare in agnostici e atei. Persone come me che fin dall'infanzia hanno subito passivamente l'imposizione del simbolo del Cristo morente in ogni luogo e delle quali la Chiesa Cattolica ha sempre trascurato l'esistenza (notare bene le lettere maiuscole che denotano l'estremo rispetto non tanto per l'istituzione, quanto per ciò che dovrebbe rappresentare e per chi crede in essa). Ecco perchè l'idea del referendum mi pare da approfondire molto seriamente.
PRIMA PAGINA: L'ORA DI RELIGIONE
da Amelia Alesina.

Egregio dottor Sabelli, grazie per la simpatia della sua conduzione.Toto corde con lei sull'ora di religione:ho insegnato nella scuola pubblica per 39 anni (lettere) e ne so qualcosa. Le invio (in allegato)una mia riflessione semiseria su ombelichi e telefonini, sperando di strapparle qualche sorriso, in questa estate scandita da tante notizie dolorose. Grazie e cordiali saluti
PRIMA PAGINA: IL FOTOVOLTAICO
da Silvano Usai

Buongiorno Claudio Sabelli,
complimenti per la lettura e i commenti dei giornali di stamane; brevi, precise e sintetiche le domande quanto efficaci le risposte. Le precisazioni a gli approfondimenti si possono fare via e-mail. Mi chiamo Silvano Usai e abito a Sinnai che dista circa sei chilometri da Cagliari e dal mare, dove soprattutto nei giorni di ferragosto evito di andarci e rimango a casa a lavorare, come stai facendo anche tu. Da anni preferisco la radio rispetto alla TV. Caterpillar, il R. del coniglio le rubriche culturali e scientifiche di radio 2 e radio 3 sono quelle che seguo sempre con molto interesse. A proposito ti chiedo se anche per il prossimo anno sarai inviato di Caterpillar, per essere tenuto al corrente degli sviluppi del Partito Popular. Io, come F.Guccini, sono convinto che in qualche parte della terra e in qualunque momento possa rinascere " Che Guevara", tienici informati. Per la rivoluzione, a mio parere, si può lavorare tutti i giorni e io la mia parte cerco di farla sul concreto. Passo a descriverti il problema che sto affrontando sperando che possa aiutarmi. Ho Installato un impianto fotovoltaico con la convinzione di dare il mio contributo alla diminuzione della dipendenza dal petrolio, ora mi trovo nella situazione di avere regalato, più precisamente sono stato derubato, energia pulita ai ladri di Stato Tre anni or sono sono riuscito a realizzare un piccolo laboratorio, tecnologicamente avanzato ed attrezzato, per produrre coltelli artigianali e artistici. La mia grande passione e sensibilita mi ha portato a investire tutti i risparmi (volevo anche prepararmi un attività piacevole per la fase di quiescenza) e a contrarre un mutuo che adesso ho difficolta a onorare a causa della Telecom e dell'Enel. Ho installato nel laboratorio un impianto fotovoltaico che mi è costato 27.000 € (gli studenti e i giovani hanno bisogno di esempi concreti e dopo aver parlato per 30 anni di risparmio energetico, di petrolio che è inquinante e anche causa di guerre, morte e disperazione per i Popoli che vi camminano sopra ). L'impianto è in grado di rendermi autonomo rispetto ai consumi ed ho stipulato regolare contratto di scambio con l'Enel. Per tre anni mi sono arrivate le bollette, regolarmente pagate con addebbito in conto, convinto che al secondo anno avrebbero messo a conguaglio l'energia pulita, che l'Enel rivendeva ad altri utenti come energia prodotta con petrolio. Il secondo anno non vedendo conguagli ho chiesto spiegazioni, anche con un sollecito fatto dall'Associazione Consumatori e non ho avuto risposte. Nel 2005 hanno mandato un tecnico per operare i conteggi dell'energia prodotta ed è risultato che per il 2003 dovevano rendermi circa 600 € e che entro giugno mi avrebbero pagato. Io soldi non ne ho visti ancora; la bolletta di giugno era a zero per cui ho pensato che venisse operato il conguaglio in quel modo.; Grande ingenuita la mia. Giusto il 12 agosto mi è arrivata una bolletta di 320 € (prima pagavo circa 90 €). Prima di andare in ferie i Ministri dell'Ambiente e dell' Agricoltura hanno dichiarato in TV che l'energia prodotta con il fotovoltaico sarebbe stata valutata in Italia a un valore triplo di quella prodotta dall'enel, a differenza degli altri paesi Europei dove viene valutata il doppio. Negli ultimi quattro anni non hanno adeguato al valore doppio, come normativa europea richiede, adesso prima delle elezioni promettono il triplo. Possibile che queste notizie passino senza che la stampa e l'informazione in genere non approfondiscano e rimangono slogam elettorali? A 54 anni devo prestare ancora alcuni anni di servizio in un istituto Tecnico di Cagliari dove insegno Tecnologia Meccanica nel triennio finale e speravo di far visitare l'impianto agli studenti di ogni ordine e grado (ho illustrato l'impianto anche a laureandi di Ingegneria meccanica) e a tante altre persone,solitamente giovani che devono costruirsi la casa. Mi trovo nell'imbarazzante situazione di dover convincere le persone ad attivare questo tipo di impianto e contemporaneamente per amor di verità di dire che attulalmente è quasi imoissibile ammortizzarlo, anzi si contribuisce a riempire le tasche dell'enel. Da parte mia ho ancora la forza di lottare contro questi abusi e la prima cosa che faccio domani è togliere l'addebbito della bolletta nel conto. Non pagherò la bolletta di 320 € ed aspetterò che vengano ad interrompermi il servizio ed il giorno avrei piacere fosserò presenti in laboratorio giornalisti delle tv locali e nazionali nonchè la radio per sputtanare quelli dell'enel e dare risalto alle iniziative tendenti a risparmiare energia ed a produrne pulita . Se dovessi perdere dovrò svendere l'impianto per pagare il mutuo. Puoi aiutarmi in questa piccola battaglia?
P.S. Simile richiesta l'ho fatta circa tre mesi fa a Filippo Solibello ma non mi ha neppure risposto. Il problema non è così importante da doversene occupare o anno bisogno di una tiratina d'orecchi.
PRIMA PAGINA: RIFIUTI
da Armanda Capeder

Egregio dott. Sabelli, ho ascoltato ieri la denuncia della signora Giovanna durante la trasmissione "Prima Pagina".Anch'io, come l'ascoltatrice, ho lo stesso problema: vivo sola in un piccolo centro dell'Hinterland milanese, e pago annualmente, per ogni mq, comprendente anche garage e mansarda semivuoti, € 8,50. Mi ha confortata la Sua risposta solidale, ma forse non è solo di questo di cui abbiamo bisogno noi tartassati da un ulteriore balzello, giusto per il fine, ma non per il calcolo del dovuto. Le sarei grata se nella prossima trasmissione, compatibilmente coi suoi impegni, indicasse a chi rivolgerci per chiedere che la questione sia riesaminata, senza attendere che arrivi Bertinotti, il quale aumenterebbe tale tassa ai biechi abitatori di spazi superiori a quelli concessi in URSS agli infelici "benedetti" dal paradiso sovietico. Inoltre la pregherei di correggere l'ascoltarice successiva che con tanta supponenza ha redarguito la "lamentosa" signora Giovanna, affermando che la tassa può essere diminuita per chi vive solo, rIvolgendosi al Comune di residenza. Non è vero: il Comune provvede da sé allo sconto, e infatti i miei 8,50 € , gli stessi denunciati dalla mia compagna di sventura, sono già stati tagliati d' autorità. Per concludere, mi consenta una precisazione a proposito del costo dell'acqua, cui Lei ha accennato nella Sua risposta, altro caso di ingiustizia palese riguardante i possessori di case con giardino e orto, numerosi tra quanti hanno lasciato le città per trasferirsi nell'hinterland. Non essendoci differenza tra i consumi domestici e quelli per innaffiare l'esterno, abbondanti in questa estate siccitosa, i poveretti devono pagare uguale tariffa per entrambi i servizi, col totale sovraprezzo onerosissimo per fognatura e depurazione. Quali, se l'acqua di innaffiatura torna alla terra e alla falda sotteranea? Ma non è finita: chi riscalda la casa col metano a prezzi vertiginosi, quindi ormai tutti, paga l'IVA 20% anche sui consumi estivi, quando la caldaia è spenta. Ho protestato col distributore, il quale mi ha risposto che mi devo rivolgere all'Autorità competente. Ma quale? Quanti argomenti interessanti per inchieste giornalistiche, non è vero? Mi perdoni, La prego per l'estensione del messaggio, ma Lei è l'unico che ci può aiutare.
PRIMA PAGINA: LA TASSA DEI RIFIUTI
da Guido Maselli.

Caro Sabelli Fioretti, nella trasmissione di questa mattina è stato toccato di striscio il tema della tassa sullo smaltimento dei rifiuti. Le segnalo una chicca, potrà controllarnelaveridicità. http://www.comune.genova.it/portal/page/categoryItem?contentId=57771 Qui a Genova si paga la tassa (ridotta bontà loro!) sui posti auto scoperti. Sì ha letto bene scoperti. Come se salire e scendere dall'auto comportasse la presunzione di produrre rifiuti! Stamani Lei ha parlato di stupidità a proposito del principio di far pagare a superficie e non ad occupante. Mi pare che in questo caso si tratti anche di un insulto, non tanto ai cittadini, quanto al senso comune e, perché no ai principi del diritto. La giunta è di centro-sinistra e questo non fa che aumentare il mio rincrescimento. Avrei preferito che fossero passati porta a porta a mo' di questua, sarebbe stato assai più dignitoso.
PRIMA PAGINA: LE GRIFFES CONTRAFFATTE
da Armando Anzaldo

Egregio Sig. Sabelli Fioretti, in merito all'acquisto di griffes contraffatte io ritengo che: nessuno debba essere punito,tanto meno il compratore,perchè già il loro prezzo di mercato bassisimo denota in modo trasparente che il prodotto non è originale.Potrei forse essere punito se compro al mercatino una Gioconda al prezzo di € 5,00 ? Altra cosa sarebbe,invece, comprare merce contraffatta in negozi e pagarla per originale.Pare che ciò avvenga e questo dovrebbero perseguire le autorità.

PRIMA PAGINA: L'ORA DI RELIGIONE
da Pier Luigi Lando

Nel dare il bentornato al giornalista Claudio Sabelli Fioretti, ecco cosa penso sull'apparente contraddizione tra la diserzione all'ora di religione e la massiccia partecipazione dei giovani a manifestazioni oceaniche: quello che fa parte dei programmi scolastici ha da sempre generato una specie di reazione di rigetto da parte degli studenti, mentre la partecipazione a manifestazioni dove si sta insieme, si canta ecc. del resto non lo dice una ben nota canzone : "Com'è bello come dà gioia che i fratelli stiano insieme..."? Forse la religiosità è un'altra cosa (???) Ringrazio salutando cordialmente e augurando buona settimana di trasmissione

PRIMA PAGINA: TAVOLO TECNICO
da Carlo Vignato, Nanto (VIcenza)

Qualche giorno fa ho letto che Sergio Billè, presidente della Confcommercio, vuole urgentemente discutere con il Governo su alcune misure da adottare a sostegno dei commercianti, visto l'impressionante calo dei consumi.
Dopo averci praticamente raddoppiato i prezzi, speculando sul cambio Lira - Euro, e averci resi tutti più poveri, i commercianti stanno subendo "l'effetto boomerang": la gente non ha soldi perciò non compra e non va in ferie. Ma allora cosa dovrebbe fare un Governo serio? Aiutare in qualche modo i commercianti o piuttosto dar loro un calcio sul sedere, invitandoli ad abbassare quei prezzi da furto che ci impongono?
Ti saluto.

PRIMA PAGINA: RIFIUTI URBANI
da Maria Ercadi

Per conoscenza, nel caso fosse in corso una gara tra i comuni più "intelligenti": a Roma, con il cambio di residenza, si deve compilare un modulo per l'azienda di smaltimento ecc. cc. nel quale si richiede di specificare il numero di componenti del nucleo familiare, con relativa nota che spiega che i single(s) hanno diritto a un sostanzioso sconto. la cosa è automatica, non va richiesta a parte. inoltre (ma ultimamente non ci ho fatto più caso) l'esistenza di questo sconto era "pubblicizzata" non solo con i bollettini di pagamento della tassa per i rifiuti, ma anche con i moduli ICI parzialmente precompilati che il comune manda a casa. mi piace il suo modo di condurre la trasmissione, preferisco di gran lunga uno che inciampa nelle parole per la vivacità delle proprie reazioni che uno preciso che con tono monotono va liscio come una cantilena.
PRIMA PAGINA: COMPLIMENTI PER LA TRASMISSIONE
da Gianluca Freda

Okay, Claudio, mi arrendo: sei un grande. Quanti giornalisti oserebbero, in tempi ratzingeriani, proclamare in una pubblica trasmissione radiofonica "l'ora di religione andrebbe abolita" o "la religione non mi appassiona"? Chapeau. Però l'Unità la notizia del disastro aereo cipriota ce l'aveva in prima pagina, con tanto di foto e di rimando a pag. 6. Neanche Padellaro è giornalista da farsi agnare il naso.

8.8.05

CONTRADDIZIONI
Le Intercettazioni e i finti Indignati
di GIAN ANTONIO STELLA per il Corriere della Sera


«I maneggi di Scalfaro in banca». Ve lo ricordate questo titolo? Venne sparato anni fa, a corredo d'una pagina di intercettazioni dell'allora capo dello Stato, dal «Giornale» di famiglia di Silvio Berlusconi. Il quale, muto allora come il servo di Zorro, scopre oggi la «scandalosità» di «queste intercettazioni telefoniche private» e ammonisce: «Sto scrivendo di mio pugno un ddl per restringere in maniera molto forte la possibilità per chiunque di effettuare intercettazioni telefoniche e di pubblicarle». Bene, bravo. Ma da che pulpito? Certo, non è solo la destra a ricorrere al giochino dei due pesi e due misure. Basti ricordare come sono saltati su leader, mezzi leader e leaderini della sinistra in difesa di privacy e segreto istruttorio ogni volta che la pubblicazione d'una chiacchierata telefonica metteva in imbarazzo qualcuno dell'Ulivo e dei dintorni. Né si possono contare gli innumerevoli inviti a tagliare le manine che volta per volta passavano i brogliacci ai giornali.
L'ultima polemica è di pochi mesi fa. Quando il leader no global Vittorio Agnoletto diffidò la Rai a mandare in onda l'intercettazione di una telefonata avvenuta alla vigila del G8 a Genova tra Luca Casarini e Francesco Caruso: «la legge vieta la diffusione di materiale depositato in sede di indagine prima che sia giunto a conclusione il processo di appello». La risposta di Giovanni Masotti, conduttore di Punto e a capo , fu di tirare diritto: sì, il documento non era stato ancora formalmente depositato «perché l'acquisizione doveva esser fatta mercoledì scorso nella terza udienza che è stata poi rinviata» ma «sostanzialmente è già acquisito». Sostanzialmente...
Diceva Casarini: «stavolta bisogna sfondarla la zona rossa...». E mentre la sinistra strillava, Alessio Butti dichiarava per An: «Se il dito indica la luna l'idiota guarda il dito. Sono eventi che tutti dovrebbero conoscere». «Il materiale relativo alla telefonata tra Casarini e Caruso è interessante», si complimentava il turbo-garantista azzurro Fabrizio Cicchitto. «Sentire le affermazioni di Caruso e Casarini è come fare un'intervista», spiegava disinvolto l'allora ministro Maurizio Gasparri.
Ammiccamento e indignazione, denunce e barricate sul diritto di cronaca s'alternano da anni. «Le intercettazioni telefoniche mica le abbiamo fatte noi. Ci sono», spiegò Vittorio Feltri, allora direttore del Giornale berlusconiano dopo una filippica di Prodi che condensava le proteste contro la scelta di sbattere in prima pagina i colloqui privati di Scalfaro, «da queste intercettazioni si evince che il presidente ha brigato per la banca della sua città e questo abbiamo detto, precisando che non si trattava di nulla di illegale ma che comunque, dal punto di vista del costume, per un presidente della Repubblica non era il massimo». «La vicenda, per me, non riguarda palazzo Chigi, ma semmai la magistratura», chiuse Maurizio Belpietro, allora direttore del Tempo , «o i fatti sono veri, o non lo sono».
Una risposta netta. E tirata in ballo più volte, in questi anni. Anche nei casi più controversi. Come la scelta di Antonio Ricci, padre di Striscia la notizia , di dare spazio a «fuori onda» avventurosamente (non illegalmente) intercettati come quello in cui Pier Ferdinando Casini diceva a Fede: «Grandissimo Emilio, se i voti di Dini non li prendo io, voi ve la prendete nel cu...». O quello in cui Gianni Vattimo e Aldo Busi si beccavano come galli. Una scena costata a Ricci una condanna. Giustamente contestata dai vertici di Mediaset come un insulto alla libertà di stampa.
Libertà invocata via via a difesa della scelta di pubblicare le intercettazioni, ai tempi in cui la destra era scatenata su Telekom Serbia, della telefonate di Donatella Dini, quando lo stesso Giornale , dopo aver sparato titoloni su titoloni, protestò perché nel tentativo di capire chi erano le spie che avevano passato le notizie, la Procura aveva «passato al setaccio i tabulati delle telefonate in ingresso e in uscita di ben 52 numeri telefonici». O a difesa di qualche infortunio, come la pubblicazione d'un colloquio intercettato che, per colpa di una dannata omonimia tra un avvocato e un terrorista, uscì col titolo «Due Br: quel giudice ci aiuta». Il giudice era Giovanni Salvi. Scrisse: «Voi che pretendete d'esser garantisti non avete esitato a infangare il mio nome...».
E mai una volta, in questi casi, che si sia levata la voce indignata degli indignati di oggi. Non quando vennero pubblicate le email del giudice Armando Spataro. O fu rivelato un sms su Berlusconi (idiota, ma privato) ricevuto e girato dal segretario dell'Anm Carlo Fucci. Non quando (unica eccezione: Ferrara) saltarono fuori le intercettazioni di un colloquio tra il diessino Vladimiro Crisafulli e il presunto mafioso Raffaele Bevilacqua. E men che meno quando, anni fa, fu cavalcata da tutta la destra (tutta) la famosa intercettazione in cui Chicco Pacini Battaglia diceva di Di Pietro e Lucibello: «Se li arrestano per me è un piacere... A me Di Pietro e Lucibello mi hanno sbancato...».
Per non dire di quella volta che, stando agli atti giudiziari contenuti nel libro Mani pulite di Barbacetto, Gomez e Travaglio, fu lo stesso Cavaliere a improvvisarsi segugio e a cercare di incastrare Di Pietro, registrando «casualmente» una propria chiacchierata con il costruttore Antonio D'Adamo il quale metterà a verbale: «Io a Berlusconi non ho mai detto che avevo promesso 4 miliardi e mezzo a Di Pietro... Evidentemente Berlusconi voleva sentirselo dire».
Gian Antonio Stella

7.8.05

LA LETTERA
Politica, affari e il fondo di De Benedetti
di SILVIO BERLUSCONI



da Repubblica - 7 agosto 2005


SIGNOR direttore, nel suo editoriale di mercoledì scorso, dal titolo "Repubblica, il diavolo e l?acqua santa", Lei non ha mancato di insistere sulla sua convinzione che il centrodestra italiano rappresenti un?anomalia nelle democrazie occidentali per quattro ragioni: il conflitto d?interessi, il monopolio televisivo, le leggi ad personam, la cultura populista.
Permetta al diavolo almeno di replicare. Non certo sulle sue convinzioni che io rispetto, nonostante rivelino una sua personale ostilità che non credo di meritare, quanto sui fatti, o meglio sulla loro manipolazione.
Vengo ai punti specifici della sua requisitoria.
Conflitto di interessi. Non starò a ricordare la genesi della legge che lo regola. Osservo soltanto che si tratta di una legge severa, che affida il controllo ad autorità indipendenti e che è stata approvata definitivamente, dai due rami del Parlamento, soltanto grazie alla determinazione dell?attuale maggioranza.
Rispetto a questa legge non c?è stato atto governativo che sia stato ritenuto illegittimo e dunque volto a favorire i miei interessi, economici o di qualunque altro genere. In assenza di atti ufficiali, fossero pure di semplice natura istruttoria, nessuno è titolato a sostenere la tesi che il governo sia condizionato dal conflitto d?interesse. Farlo equivale a emettere condanna nei confronti di qualcuno prima ancora che si istruisca un processo. Un atteggiamento totalmente illiberale, questo sì, distorsivo dello Stato di diritto.
Monopolio televisivo. Non mi limito ad osservare che l?attuale assetto del mercato radiotelevisivo vede, oltre ad una vastissima presenza di emittenti locali, due grandi protagonisti in competizione aperta tra loro e altri, attualmente con minori ascolti ma con grandi potenzialità di espansione come Sky del gruppo Murdoch e La7 del gruppo Telecom.
Né mi limito a ricordare che il monopolio statale in campo televisivo è stato rotto proprio dall?affermarsi del gruppo che ho fondato, che ha aperto il mercato pubblicitario alle imprese di medie e piccole dimensioni con notevolissimi vantaggi per tutta l?economia ed ha offerto al pubblico maggiore libertà di scelta, tanto che nel referendum del 1995 la maggioranza degli italiani si pronunciò a favore della parità di condizioni tra concorrente pubblico e concorrente privato.
Voglio invece sottolineare il fatto che, in questi anni di governo Berlusconi, l?azienda pubblica, la Rai, ha combattuto ad armi pari con Mediaset, ed ha in molti casi superato in ascolti Mediaset. Non crede che, se fossi stato spinto dai miei interessi imprenditoriali, avrei agito per ottenere l?esatto contrario?
Basta poi guardare i telegiornali e i programmi di approfondimento (compresi quelli di Mediaset) per rendersi conto che non esiste monopolio né controllo sull?informazione da parte del Presidente del Consiglio.
Io e il governo che presiedo siamo oggetto di critiche e di polemiche - sia nei telegiornali della Rai che in quelli delle tv private - più di ogni altro governo che ci ha preceduto. Questo è indubitabile. Al contrario di quanto è capitato e capita al sottoscritto, nessuno tra i politici nostri oppositori ha mai potuto nemmeno lamentare un personale caso di censura o di attacco a proprio danno.
Leggi cosiddette ad personam. Su questo punto è stata compiuta in questi anni una manipolazione che ha dell?incredibile. E che non ha tenuto alcun conto di un fatto fondamentale. Cioè che il Presidente del Consiglio e altri esponenti del suo partito, sottoposti a processi penali (infondati e per esclusivi motivi politici), non hanno ricevuto alcun beneficio da leggi che, invece, hanno agevolato nei loro diritti di difesa migliaia di cittadini.
Se si esclude la provvisoria sospensione di poche settimane dei procedimenti nei miei confronti seguita all?approvazione del cosiddetto "lodo Maccanico", dal nome dell?esponente del centrosinistra che lo aveva proposto, nessuna legge che ha innovato aspetti importanti della procedura penale ha procurato "vantaggi" giudiziari a me o ad esponenti del mio partito.
Quanto al "lodo", esso è stato cassato dalla Corte Costituzionale non per il merito, ma perché la Corte ha ritenuto che fosse necessaria una legge di natura costituzionale piuttosto che una legge ordinaria. Ma Le ricordo che tutte le forze politiche consideravano, e credo tuttora considerino, assolutamente necessaria una norma che protegga le più alte cariche istituzionali dall?azione penale durante lo svolgimento del loro mandato. Una norma che esiste in quasi tutti i Paesi europei. Dunque si tratterebbe non di una legge ad personam, ma di una legge a tutela delle istituzioni. Tutela necessaria visto il debordante protagonismo di alcuni procuratori della Repubblica che anche in questi giorni stanno occupando la ribalta.
Cultura populista. Qui entriamo nel campo dei puri giudizi politici. Ma anche in questo caso l?accusa mi appare frutto di un atteggiamento di snobismo intellettuale che considero un vizio di certa aristocrazia culturale del nostro Paese. Si è mai chiesto la ragione dell?anomalia tutta italiana nella diffusione dei quotidiani, che sono acquistati da meno di 6 milioni di italiani al giorno? Forse il nostro è un popolo di analfabeti o di indifferenti? O non è forse vero il fatto che l?intellighenzia nazionale è distante anni luce dai problemi che interessano realmente i cittadini?
Non mi stupisce allora che anche Lei consideri populista chi sa parlare ai cittadini con un linguaggio semplice, comprensibile a tutti, e non si rifugia nel gergo elitario, il cui scopo è escludere dalla conoscenza dei fatti e dalla comprensione dei problemi la grande maggioranza degli elettori. Quello che Lei chiama populismo, con qualche, mi consenta, punta di sussiego, io lo considero l?essenza della democrazia. Perché chi governa e chi si occupa della cosa pubblica ha il dovere di far comprendere a tutti il suo pensiero.
Comportarsi diversamente potrebbe far venir meno il suo giudizio tranciante, ma esprimerebbe certamente un?idea della politica e della cittadinanza che risale a prima della conquista del suffragio universale.
Un ultimo punto, e mi scuso per la lunghezza della mia missiva, riguarda la lettera apparsa ieri, su queste stesse colonne, a firma dell?ing. De Benedetti. Prendo nota, con rammarico, del fatto che l?ingegnere, pur essendo persona certo navigata da anni nel duro mondo degli affari, non ha saputo resistere al massacro mediatico, e tutto politico, che investe immediatamente chiunque osi entrare in rapporto con . Lo capisco, perché io questo massacro ingiusto lo soffro sulla mia pelle quotidianamente da quando ho osato togliere il potere ad una sinistra che si era illusa di avere già vinto.
Non vorrei, Signor direttore, che questa stessa sinistra e che molte persone che la pensano come Lei si illudessero ancora una volta.

Il direttore Ezio Mauro risponderà domani al presidente del Consiglio


LA LETTERA
Perché dico no a Berlusconi nel fondo
di CARLO DE BENEDETTI



da Repubblica - 6 agosto 2005


CARA Repubblica, cari lettori, cari giornalisti e collaboratori del Gruppo Espresso, caro Eugenio, caro Ezio, in questi giorni mi sono reso conto che si attribuisce alla mia persona una grande responsabilità sulla scena italiana, sia come individuo, sia come azionista di maggioranza del Gruppo Espresso-Repubblica, ai cui giornalisti ho sempre garantito la massima libertà di espressione. È certamente una comunanza di idee e di ideali che ci ha fatto incontrare tantissimi anni fa (Eugenio, ricordi i primi incontri con te e Carlo Caracciolo agli inizi degli anni Settanta?) e ci ha unito attraverso tante battaglie. La passione civile e politica che mi anima dagli anni lontanissimi del Politecnico di Torino, ha portato oggi alla mia identificazione con il Gruppo Espresso, con le persone che lo hanno diretto, lo dirigono e vi lavorano, con i suoi lettori.
In questi ultimi giorni, per errore o in malafede, si è presentata come "alleanza" unï?½eventuale partecipazione di Silvio Berlusconi a una iniziativa da me pensata e che sarà da me presieduta, con la partecipazione di altri importanti imprenditori. Cï?½è perfino chi ha voluto trattare questo argomento sotto il capitolo della questione morale, alla stregua delle gravi vicende che abbiamo appreso su operazioni finanziarie, tali da gettare ombre e sospetti sul comportamento della stessa Banca dï?½Italia. E cï?½è chi ha cercato di approfittare dellï?½episodio per attaccare il Gruppo Espresso-Repubblica con riferimento alla mia veste di azionista di maggioranza. Non ho letto un solo commento sul merito dellï?½iniziativa da me assunta, ma solo sul presunto, e inesistente, accordo con Berlusconi.
Desidero dunque chiarire e ribadire, come già avevo fatto attraverso Il Sole 24 Ore del 29 luglio e il Financial Times del 3 agosto, come sono andate le cose.
1. Circa sei mesi fa ho dato incarico a Mediobanca e a Lazard di sviluppare finanziariamente e legalmente una mia idea per creare un fondo per il risanamento di medie aziende italiane.
2. Ho avuto di recente con Silvio Berlusconi un incontro conviviale, da lui richiesto da tempo, dopo che erano passati 16 anni dal nostro ultimo colloquio.
Verso la fine dellï?½incontro, in cui non si è parlato né di politica né di editoria, Berlusconi mi ha chiesto, incidentalmente, quali fossero i miei futuri progetti imprenditoriali. Ho accennato allï?½idea del fondo. Berlusconi mi ha chiesto quale fosse il mio investimento e mi ha prontamente chiesto, con gentilezza, se avremmo accettato lo stesso investimento da parte sua. Con altrettanta semplicità gli ho risposto di sì. Non ci sono stati, né potevano esserci, né accordi né patti.
Ma oggi, avendo constatato i malintesi e, soprattutto, le speculazioni che si sono fatte sullï?½episodio, ribadisco il mio assoluto impegno a considerare come prioritario il mio ruolo di editore del Gruppo Espresso-Repubblica. Per questo e solo per questa ragione, ho fatto sapere a Berlusconi, sia pure ringraziandolo per la disponibilità, che rinuncio al suo investimento.
Sono decenni che faccio lï?½imprenditore in Italia e so bene che ci sono prezzi che bisogna imparare a pagare. Ma questa volta cï?½è qualcosa in più. Cï?½è stato il tentativo di attaccare, attraverso la mia persona, il Gruppo Espresso-Repubblica. Questo non lo voglio e non lo posso accettare perché credo profondamente in quella comunità di ideali che è il mondo di Repubblica, dal quale nessuno, neppure il più vantaggioso degli investimenti, potrà mai allontanarmi. I miei critici in malafede, però, sappiano che io andrò avanti con il mio fondo, proprio come lï?½ho annunciato, nella convinzione che sia una buona cosa per gli azionisti ma anche per il Paese nel quale vedo, con viva preoccupazione, configurarsi come iniziative imprenditoriali avventure finanziarie sotto esame della magistratura.

6.8.05

Intervista all'immobiliarista. «Fiorani è un grande banchiere, un amico e un fratello come Gnutti e Billè»
Ricucci: su Rcs il mio gruppo va avanti
«Il lancio dell'Opa? Si vedrà. Stimo Berlusconi, D'Alema e Fassino»
di DARIO DI VICO

dal Corriere - 6 agosto 2005

«In America secondo lei c'è qualcuno che s'è mai chiesto chi c'è dietro Bill Gates? Perché in Italia tutti domandano chi c'è dietro Ricucci?». Dalla sua barca in Sardegna l'immobiliarista parla dei progetti sull'editoria, delle guerre bancarie e dei rapporti con la politica. Conferma che su Rcs il suo gruppo andrà avanti: «La partecipazione è strategica e non venderò mai».
Sull'Opa, però, non si sbilancia: «Non ho deciso, vedremo». Smentisce che alcune quote Rcs siano in pegno a Fiorani: «Non c'entra niente. E' un grande banchiere e una persona perbene. Un amico come Gnutti ma in Rcs non li voglio». «Sono un moderato, credo nella famiglia. Berlusconi? L'ho incontrato solo una volta. Lo stimo, come Massimo D'Alema e Fassino».



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FINANZA E INDUSTRIA I PROTAGONISTI L'INTERVISTA SCALATE E INCHIESTE GIUDIZIARIE, PARLA L'IMMOBILIARISTA STEFANO RICUCCI
«Su Rcs andremo avanti. L'Opa? Vedrò»
«Fiorani grande banchiere, non c'entra niente. Gnutti e Billè sono fratelli e amici» «Sono un moderato. Credo nella famiglia. Stimo Berlusconi, D'Alema e Fassino»

«In America secondo lei c'è qualcuno che s'è mai chiesto chi c'è dietro Bill Gates? Perché in Italia tutti domandano chi c'è dietro Ricucci? Capisce che è fastidioso. Anche Berlusconi ha saputo inventarsi dal nulla, ha creato un gruppo da 20 miliardi di euro e io oggi posso solo sperare di arrivare a tanto. La verità è che ci sono persone che hanno una marcia in più. Tutto qui. Dietro Ricucci ci sono solo io». Stefano Ricucci è sulla sua barca e naviga tra la Sardegna e la Corsica. Sa benissimo che è la sua prima intervista al «Corriere della Sera», il giornale sul quale potrebbe lanciare un'Opa e questo finisce per procurargli un po' di tensione. Sceglie le parole con cura e il vernacolo va in soffitta. Ma con i giornali Ricucci ce l'ha e non nasconde il suo fastidio quando si imbatte in quelle che chiama «falsificazioni della realtà» che riguardano la sua attività di imprenditore. «Avete interpretato male un'intercettazione contenuta nel documento del giudice Forleo. Bonifaci mi ha solo venduto tramite la Tundra Srl una casa, a Roma in via Corelli dalle parti dell'hotel Parco dei Principi. Beh, ho chiamato Fiorani solo per il trasferimento del bonifico tramite la Bpi. Non c'è altro».
Anche la Garlsson è un equivoco?
«I titoli Rcs ora sono tutti in portafoglio alla Magiste International per il 21%. Avevo creato la Garlsson solo per un'operazione immobiliare a Caorle che non si è più realizzata. Siccome non c'erano le autorizzazioni urbanistiche e io non sono uno sviluppatore ho stoppato l'operazione. Avevo aperto presso la Bpl di Lugano una linea di credito di 100 milioni di euro, ho versato cash ulteriori 54 milioni di euro per comprare azioni Rcs e Antonveneta. Ma poi ho chiuso la Garlsson e l'ho fusa per incorporazione nella Magiste International il 19 maggio. Non serviva più e del resto costituire una società costa solo 20 mila euro. Comunque non si possono prendere le intercettazioni come oro colato, prenda il caso di quello Stefano citato da Gnutti. Non sono io».
E chi è invece?
«Immagino che sia Stefano Bellaveglia, il vicepresidente della Hopa. Si doveva deliberare l'entrata in Bnl della Hopa ed era logico che Gnutti ne parlasse con lui. Hopa investiva 410 milioni di euro per comprare il 4,99 ed è logico che si consultassero. Io invece dalla Bnl sono uscito il 18 luglio. Le dico anche l'ora, alle 9.30 e ho venduto a Nomura Bank il mio 5%».
Torniamo alla Rcs. Lei continua a comprare ma non dice niente sui suoi progetti industriali per la società. E' chiaro che all'esterno appare solo come un'operazione di potere.
«Almeno in questa fase non sono un soggetto che possa presentare un piano industriale. Sono un socio importante di Rcs e queste cose le vedremo in un futuro, se assumerò il controllo della società. Ma ci tengo a dire che compro azioni Rcs da 4 anni, le prime le ho pagate 1,80 euro, lo faccio da prima che entrasse Della Valle. La mia prima comunicazione alla Consob risale al maggio 2003 e oggi ho in totale 153 milioni di titoli. Considero questa partecipazione invendibile e strategica. Non la venderò mai».
Non ci dica solo quello che non farà ma anche ciò che farà. Quali sono i suoi piani? Lancerà davvero un'Opa come si vocifera ormai da mesi?
«Il 2 agosto, dopo il provvedimento del Tribunale, ho passato le consegne ai miei dirigenti e gli ho detto di comprare titoli Rcs per tutto il mese man mano che il mercato lo consente. Immagino che lo stiano facendo. Abbiamo intenzione di acquistare un altro 8-9%. A proposito, Montezemolo sbaglia. Mi accusa di non creare lavoro, ma io ho 120 dipendenti diretti e 370 nell'indotto».
Insisto: e l'Opa?
«Quando arriverò a una soglia di azioni Rcs tale da dover decidere vedremo. Vedrò se puntare al controllo o no. Oggi non l'ho ancora deciso. Intanto però da quando sono entrato l'azienda si è rivalutata».
La Rcs è governata da un Patto di sindacato che ha ben oltre il 51%. E in base alle dichiarazioni rilasciate non mi pare guardi di buon occhio alla sua iniziativa.
«Maggioranza, minoranza non è questo il discorso. Non c'è uno scontro in corso, non faccio la guerra né a Bazoli né a Geronzi. E comunque per motivi di lavoro, e non per la Rcs ci tengo a dirlo, io e i miei dirigenti abbiamo normali rapporti con Mediobanca, Intesa e Capitalia».
Ma nella Rcs non la vogliono.
«Intanto io sono il più giovane degli azionisti. Il prossimo 11 ottobre compirò 43 anni. Sono del segno della Bilancia con ascendente Toro e questa combinazione mi dà determinazione. Il caso poi ha voluto che mia moglie Anna fosse un Toro con ascendente Bilancia. Insomma posso tranquillamente aspettare 4-5 anni. Poi il Patto è fatto di 15 aziende e 13 sono quotate. Ci sono alcune persone che ragionano in un modo e altre no. Alcuni sono contrari e alcuni no».
Finché non farà nomi però valgono le dichiarazioni ufficiali: non la vogliono. Anzi molti pensano che lei punti al «Corriere» per poterne poi fare merce di scambio con la politica.
«La Rcs non è solo il "Corriere", è una holding di partecipazioni. C'è il quotidiano «El Mundo», la Flammarion. C'è una concessionaria di pubblicità. Ci sono quote importanti di Mediobanca, Intesa e H3G. Ho stimato almeno 500-700 milioni di partecipazioni non strategiche. Penso che si possa incrementare il valore ragionando su ciascuna di esse ed è un suggerimento che voglio dare al management e agli azionisti. Del resto con il mio investimento io ho già fatto crescere il valore dell'azienda. Ricucci non è un mostro, non vuole togliere niente a nessuno, non è interessato a un posto nel Cda o nel Patto, vuole solo che il titolo cresca e i dividendi siano buoni».
A Milano si racconta che lei sia interessato alla sede storica di via Solferino per farne un'operazione immobiliare.
«E' l'ultimo dei miei pensieri. Non faccio guerre o speculazioni, porto avanti solo progetti liberi e liberali. Voglio partecipare alla vita della Rcs per migliorarla. Se nel tempo entrerò nella gestione della società investirò anche la mia intelligenza. Un Ricucci può portare valori aggiunti. Se mi metto attorno a un tavolo con i 15 azionisti nessuno sarà contrario a questi ragionamenti, non voglio entrare al Corriere perché il giornale scriva più articoli su di me».
I giornali hanno scritto che alcune quote Rcs sono in pegno a Fiorani.
«Fiorani non c'entra niente. E' un grande banchiere, una persona perbene, quando potrà far vedere i documenti dimostrerà la sua innocenza. E lo stesso il dottor Gnutti, un imprenditore che ha mostrato il suo valore. Ma io non li voglio in Rcs. Da Gianpiero poi di favori non ne ho mai avuti. E' esigentissimo nello spuntare le commissioni più alte quando ti presta dei soldi».
In Rcs c'è una piccola quota della Confcommercio. E' un consiglio che lei ha dato al presidente Billè?
«Che ne so io cosa fa la Confcommercio? Billè è un amico, anzi un fratello come Fiorani e Gnutti e speriamo che in quest'Italia non sia reato avere degli amici veri. Ma non ho dato nessun consiglio a Billè di investire in Rcs».
Dal campo politico sono venuti in questi mesi diversi apprezzamenti alla sua azione.
«Stimo Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi, sono persone perbene. E anche il dottor Fassino. Sia chiaro però che non parteggio per nessuno. Ho incontrato Berlusconi solo una volta in Confcommercio con il presidente Billè, con Fassino ci siamo conosciuti e presentati all'assemblea della stessa associazione il giorno dopo. D'Alema non l'ho mai incontrato. Sono anche in ottimi rapporti da anni con Consorte e da quando avevo 18 anni il mio amico più caro era un'attivista del Pci prima e dei Ds dopo, l'architetto Francesco Febbraro capo della ripartizione urbanistica del comune di Roma, un uomo-chiave nell'amministrazione Veltroni. E' di S. Cesareo come me. E un buon amico è anche il senatore ds Esterino Montino».
Il suo orientamento politico pende a sinistra? E' vera dunque la storia del "compagno Ricucci"?
«Non scherzi. Mi considero un imprenditore libero, non le dico per chi voto e sono assolutamente moderato nei comportamenti e nelle decisioni. Credo nella lealtà e nell'onestà. Mio padre era un autista dell'Atac, mia madre una casalinga, sono stato educato ai principi veri della famiglia. Pensi che i miei non hanno dormito mai una notte l'uno lontano dall'altra e mia madre va ogni giorno davanti alla tomba di mia sorella morta prematuramente. Purtroppo però la mia famiglia sta soffrendo molto per quello che scrivono i giornali. Voi giornalisti avreste l'obbligo di rappresentare la realtà e invece esagerate».
Lei personalmente non si può lamentare. I media le hanno concesso grandissimo spazio. A proposito quali giornali legge ogni giorno?
«In famiglia il «Corriere» è stato sempre il giornale più letto, lo comprava mio padre. Oggi io leggo anche il «Sole» e la «Repubblica».
Ci sono giornali stranieri che le piacciono particolarmente?
«El Mundo» è fatto bene e sicuramente il Financial Times è importante».
La carta stampata è gravemente insidiata dalla tv che drena le risorse pubblicitarie? «Penso che la Rcs debba entrare nella tv, creare delle sinergie. Una concessionaria pubblicitaria già c'è e c'è anche una partecipazione dentro Rai Sat. Le pare poco? Ma l'azienda ha bisogno di veri imprenditori e io da zero ho costruito un gruppo da 2,6 miliardi di euro. Cose così le hanno fatte Gates o Berlusconi».
Non è che anche lei pensa in un futuro di fare politica e di copiare Berlusconi in tutto e per tutto? Anche lui ha cominciato dall'immobiliare..
«No, sono troppo sanguigno, non vado bene per la politica, non mi interessa. E comunque Berlusconi prima ha creato un gruppo come la Fininvest».
Si parla di bolla immobiliare, di prezzi troppo alti che un giorno crolleranno. Lei che ne pensa?
«Non scoppia, non scoppia, non ci credo, tanto che la Magiste ha deciso di investire prima di luglio altri 350 milioni negli immobili. E poi se uno sceglie la qualità non rischia. Io ho tutto affittato a banche e assicurazioni, non ho altro, sono tutti immobili nel centro di Roma e di Milano».
Perché per i suoi spostamenti in macchina usa il lampeggiatore?
«Questa storia del lampeggiatore l'ha tirata fuori l'editore di Milano Finanza e ci ha ricamato su. Roba da sceneggiate di film comici, barzellette pure. Ma di che parliamo? Di Pippo Franco o del Bagaglino? La verità è che sono una persona sotto tutela da parte del ministero degli Interni perché ho ricevuto delle minacce sulle quali sono in corso delle indagini».
Mi spiega la storia dei furbetti del quartierino?
«Innanzitutto stavo parlando del Bbva e dell'Abn Amro che hanno fatto i furbetti e hanno fatto un' Opa a un prezzo più basso di quello che il mercato era disposto a pagare. E infatti nessuno ha consegnato loro i titoli, il mercato li ha bocciati. Se gli olandesi o gli spagnoli avessero offerto di più io le azioni gliele avrei date nonostante tutta la stima che ho di Fiorani e di Consorte che conosco da cinque anni. I furbetti sono loro, fanno come le piccole bande di ragazzi che nei quartieri di Roma pensano di fare il bello e cattivo tempo attorno ai quattro palazzi dove abitano».
Coppola e Statuto da quando li conosce?
«Dal 13 novembre scorso. Li ho trovati nel contropatto Bnl, prima non li conoscevo».
Quando sposterà la sede della Magiste International in Italia?
«Quando Della Valle e Montezemolo sposteranno in Italia le sedi della Dorint e del fondo Charme. E come Della Valle e Montezemolo anche il gruppo Cir-De Benedetti e i DeAgostini hanno holding in Lussemburgo. Se lo fa Ricucci è uno scandalo e gli altri no!».
La differenza è che lei ha all'estero la capogruppo.
«Nella Magiste International ho solo le partecipazioni finanziarie, le attività italiane della Magiste Real Estate sono già domiciliate in Italia. E tutte le mie attività sono certificate dalla Price Waterhouse».

2.8.05

Fognitalia
BANANAS di Marco Travaglio, 2 agosto 2005

Se c'era bisogno del referto sulla grave forma di nanismo che affligge la nostra classe politica, il caso Bankitalia ce l'ha fornito. Mentre il mondo finanziario internazionale descrive con orrore e divertimento la fogna d'Italia uscita dalle telefonate fra i protagonisti delle scalate Antonveneta e Bnl, mentre il presunto arbitro delle contese riceve "baci in fronte" da un contendente che viene invitato a "entrare dal retro" e che chiama "tesoro" la di lui consorte, mentre un giudice milanese consiglia un altro giocatore e lo rassicura sulle inchieste in corso, i politici italiani non trovano di meglio che reagire come segue. Quasi tutti, da destra a sinistra, s'affrettano a precisare che "non emergono notizie di reato". Come se spettasse a loro stabilirlo e come se, ben prima della questione penale, non esistesse una questione morale e politica. Bertinotti parla di "atti corsari", ma non a proposito del finto arbitro e dei suoi baciatori: a proposito dei pm che hanno osato intercettarli. Il cosiddetto ministro Castelli, fin dal primo giorno, tuona contro le "fughe di notizie" sulle intercettazioni, mentre quando parla non c'è stata alcuna fuga di notizie: le telefonate finite sui giornali sono depositate nell'atto di sequestro delle azioni Antonveneta notificato a una quarantina di destinatari (indagati e avvocati), dunque sono pubbliche e pubblicabili. L'unica fuga di notizie segrete riguarda la telefonata della consorte di Fazio, forse da un'utenza del senatore Grillo, a Fiorani: indiscrezione che danneggia le indagini e dunque difficilmente può addebitarsi agli inquirenti e investigatori milanesi (qualcuno potrebbe ricordare che i vertici delle Fiamme Gialle non rispondono ai giudici, ma al governo). Nemmeno una parola dal cosiddetto ministro sulle "consulenze" di Castellano a Consorte: se al posto del giudice ci fosse stato, per dire, Gherardo Colombo, Milano sarebbe invasa di ispettori ministeriali aviotrasportati, con raffiche di azioni disciplinari contro la toga rossa che se la fa con le coop rosse.Ma Castellano ha regalato le attenuanti generiche e la prescrizione a Berlusconi nel caso Sme. Dunque è intoccabile.
Si pensava, a questo punto, che la corsa alla dichiarazione più cretina fosse finita per mancanza di altre cretinate sul mercato. Invece ecco scendere dal pero la Seconda Carica dello Stato: il presidente del Senato Marcello Pera. Il quale intima alla Procura di Milano di smentire che "telefoni del Senato o di singoli senatori siano stati posti sotto controllo", violando le "garanzie costituzionali". Ecco: il mondo ci ride dietro, gl'investitori stranieri fuggono a gambe levate dal paese del Consorte e della Consorte. E il presidente del Senato di che si preoccupa? Che nessun giudice metta il naso a Palazzo Madama. In effetti, in un luogo in cui si aggirano il senatore a vita Andreotti (giudicato mafioso fino all'80, reato prescritto, dalla Cassazione), il senatore a vita Colombo (che si faceva portare la coca dalla scorta, "a scopo terapeutico" si capisce), il senatore Dell'Utri (condannato a 9 anni per mafia, senza contare il resto) e un'altra ventina d'inquisiti o pregiudicati, l'eventuale presenza di uomini di legge stonerebbe un po'. In ogni caso la Procura ha subito confermato ciò che era scontato: nessun telefono del Senato o di senatori è stato violato. Se però la moglie del governatore Fazio avesse usato l'ufficio o il telefono di un senatore per chiamare il pluriinquisito Fiorani al riparo da orecchi indiscreti, non ci sarebbe nessuna invasione di campo da parte dei giudici (che intercettano il pluriinquisito Fiorani). L'invasione di campo sarebbe della Consorte, che avrebbe usato il sacro territorio di Palazzo Madama per bypassare - peraltro invano - i controlli della giustizia. Ecco, di questo eventualmente il ragionier Pera dovrebbe allarmarsi. Ma naturalmente non lo fa. Preferisce alzare un polverone su un falso macroscopico: il pool di Milano che viola la legge e la Costituzione intercettando un senatore. Fatto mai avvenuto. Ma il senatore Grillo continua a fare la seppia, secernendo nuvole di liquido nero. Dice - senza prove - che i parlamentari sono abitualmente intercettati, denuncia il "golpe dei pm" e sostiene che prima di intercettare qualcuno "bisogna mandare l'avviso di garanzia". Una letterina scritta così: "Egr. Sig. Indagato, questa Procura avrebbe intenzione di intercettarle il telefono, se Lei non ha nulla in contrario. In attesa di Suo cortese riscontro, porgiamo distinti saluti". Prassi inedita, ma geniale. Si potrebbe inaugurarla con i sospetti di terrorismo.